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mercoledì 22 aprile 2015

Lago di Misurina

Il lago di Misurina è il lago naturale più grande del Cadore e si trova a 1 754 m s.l.m. a Misurina, frazione di Auronzo di Cadore (Belluno). Il perimetro è di 2,6 km mentre la profondità è di 5 metri. Le particolari caratteristiche climatiche dell'area intorno lago rendono l'aria particolarmente adatta a chi soffre di patologie respiratorie. Infatti, nei pressi del lago si trova l'unico centro in Italia per la cura dell'asma infantile. A est del lago si trovano degli impianti di risalita, e la catena dei Cadini di Misurina (Dolomiti di Sesto), attraversata dal sentiero attrezzato Alberto Bonacossa. A nord del lago, prendendo la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo, si trova il Lago d'Antorno. A sud invece si trova il Gruppo del Sorapiss (Dolomiti Ampezzane).

Fonte Wikipedia

lunedì 18 novembre 2013

Monte Altissimo in basso il Lago di Garda


La lunga catena di M. Baldo, che si sviluppa per 40 km parallelamente al Lago di Garda, è divisa in due parti dalla marcata sella della Bocca di Tratto Spino. Verso sud troviamo la parte più importante e notevole del gruppo: una sequenza di cime per lo più alla portata del normale escursionista, culminanti nella Cima di Valdritta. Verso nord il gruppo si innalza nell’ampia mole del Monte Altissimo di Nago. La cima, raggiungibile per mezzo di una comoda sterrata, permette la migliore visione possibile dell’estremità settentrionale del Lago di Garda. Considerata la facilità d’accesso, è una salita che ben si presta anche alla stagione invernale purchè si possiedano piccozza, ghette e ciaspole per via dell’innevamento talvolta molto consistente sino a primavera inoltrata.

sabato 26 gennaio 2013

Folgaria - P.sso Coe - Base Tuono

La Base missilistica NATO di Passo Coe - Monte Toraro
Situata nei pressi di Passo Coe (1610 m), nel Comune di Folgaria (Trentino), fu una delle dodici basi missilistiche dell'Aeronautica Militare dispiegate nel Nord Italia negli anni Sessanta nell'ambito del sistema di difesa aerea NATO del Sud-Europa. La sua funzione, come quella delle altre basi, era quella di contrastare eventuali attacchi aerei d'alta quota da parte dei paesi del Patto di Varsavia. Il sistema d'arma era basato sul missile Nike - Hercules, un vettore superficie - aria armato con testate convenzionali e nucleari. Attiva dal 1966 al 1977, è stata dunque uno dei presidi difensivi propri di quel periodo storico che ha preso il nome di Guerra Fredda, il conflitto ideologico, economico e politico tra l'Est e l'Ovest del mondo avviatosi subito dopo la seconda guerra mondiale e fortunatamente mai sfociato in guerra combattuta. Una tensione internazionale che ha segnato il secondo dopoguerra fino al crollo del muro di Berlino, nel 1989.

domenica 21 ottobre 2012

Torri del Vajolet - Rifugi Vajolet e Preuss

Le Torri del Vajolet (2.821 m s.l.m.) sono un insieme di guglie montuose del Gruppo del Catinaccio nelle Dolomiti. Sono sette guglie calcaree che si ergono al centro del Gruppo del Catinaccio e di cui la più alta viene detta Torre Principale. Sono state conquistate sul finire dell'800. A livello turistico e alpinistico, le più famose Torri sono la Delago, la Stabeler e la Winkler, conosciute anche come Torri Meridionali del Vajolet. Su queste, a differenza delle altre Torri, si snodano diverse vie di roccia molto frequentate che offrono roccia ottima ed esposizione notevole. Il Rifugio Vajolet, si trova nella zona del Catinaccio sotto le Torri del Vajolet, al centro di numerose camminate, escursioni e vie attrezzate. Esiste la possibilità di effettuare numerose scalate di diversa difficoltà (parete Est del Catinaccio, punta Emma e Torri del Vajolet). Il Rifugio si raggiunge da Pera di Fassa con un servizio di pulmini per il Rifugio Gardeccia, da dove in un'ora di cammino si arriva al Rifugio Vajolet. Con la seggiovia che parte sempre da Pera fino a Pian Pecei, si raggiunge il rifugio Gardeccia in 30 minuti e quindi si prosegue per il nostro rifugio per la stessa strada. Infine da Vigo di Fassa con la funivia del Catinaccio fino al Ciampedie, il nostro rifugio è raggiungibile in circa un'ora e mezza di cammino.

Fonte Wikipedia / www.rifugiovajolet.com

mercoledì 8 agosto 2012

Sacrario Militare sul Monte Grappa

Sorge alla sommità del massiccio del Grappa a quota 1.776. L'intera costruzione si adagia, lineare ed imponente, sul costone di vetta di cui corregge l'aspro profilo naturale. Fu costruito nel 1935, su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. L'architettura, che s'ispira all'arte fortificatoria militare, esalta il misticismo del luogo con le sue masse geometriche ascendenti al cielo. Il corpo centrale del monumento, quello dove sono custoditi i Resti mortali di 12.615 Caduti di cui 10.332 Ignoti, è costituito da cinque gironi concentrici, degradanti a tronco di cono; ciascun girone è alto quattro metri e circoscritto da un ripiano circolare largo dieci. Le Spoglie dei 2.283 Caduti identificati sono disposte in ordine alfabetico e custodite in loculi coperti da lastre di bronzo dove sono incisi il nome e le decorazioni al valor militare del Caduto. Quelle del 10.332 Ignoti sono raccolte in urne comuni più grandi che si alternano alle tombe singole. I cinque gironi sono collegati da un'ampia gradinata centrale a cinque rampe che dalla base del monumento porta alla sommità dove sorge il sacello, Santuario della Madonnina del Grappa. Dal piazzale del tempietto si snoda, come un bianco tappeto in pietra squadrata del Grappa, la Via Eroica che corre per 250 metri circa fino al Portale Roma tra due file di cippi in pietra nei quali sono scolpiti, i nomi delle località legate ai più famosi fatti d'arme delle battaglie del Grappa. Tra il 4° e il 5° girone, in posizione centrale, alla sommità della monumentale scalea che adduce al vertice del monumento, è la tomba del Maresciallo d'Italia Gaetano Giardino, che prima di morire (nel 1935) aveva espresso il desiderio di essere sepolto lassù tra i suoi soldati, della 4 Armata, passata alla storia col nome di "ARMATA DEL GRAPPA". 

venerdì 27 aprile 2012

Ferrata Susatti - Cima Capi - Panorama sul Lago di Garda

La via si sviluppa per la maggior parte avanzando su facili roccette,attraversando i resti delle trincee austriache della prima guerra mondiale. Guardando dall'inizio della ferrata, la parete sembra impressionante ma salendo pian piano,e comunque mai troppo esposti non si hanno impressioni vertiginose,se non sui terrazzini panoramici posti a fianco della via ferrata stessa. Si arriva circa a metà superando una facile cengia ,arrivando ad un punto panoramico dove si ha una splendida visione del gruppo del Monte Baldo,in lontananza si possono gustare le cime del gruppo dell'Adamello e guardando in basso,il lago di Garda nella sua parte alto-centrale. A circa 3/4 della ferrata si trova l'unico punto con un passaggio un pò tecnico,con il quale si aggira un grosso masso,restando "sospesi nel vuoto" . In circa un'ora di via ferrata si raggiunge,senza grosse difficoltà,la Cima Capi (907mt) dove sovrasta il tricolore e il libro di via.

domenica 18 settembre 2011

Pale di San Martino - Baita Segantini


PALE DI SAN MARTINO
Guglie aguzze, spigoli affilati come coltelli, superbe cattedrali di pietra, torri altissime le cui cime si perdono nel cielo: ecco le Pale di San Martino, maestose ed eleganti montagne di corallo. La storia geologica delle Pale inizia circa 300 milioni di anni fa. In un mare tranquillo e poco profondo enormi colonie di coralli si moltiplicarono fino a costruire scogliere di oltre mille metri di altezza. Dopo l’emersione, queste barriere coralline furono modellate dagli agenti atmosferici fino a definire le forme aguzze e tormentate che oggi caratterizzano il panorama. Il nome ‘dolomia’ (quella delle Pale è per la precisione Dolomia dello Sciliar) è un omaggio allo scopritore, il marchese Déodat de Dolomieu, che nel 1788 durante un viaggio nelle nostre montagne ne scoprì la composizione (doppio carbonato di calcio e magnesio). Fin dal secolo scorso la loro austera bellezza incuriosì viaggiatori ed alpinisti stranieri.

BAITA SEGANTINI
E' diventata, grazie alla bellezza che esprime e alla sua storia, una meta obbligata per il turismo di montagna. La sua posizione strategica la pone al centro di una moltitudine di sentieri che si dipanano in ogni direzione. Da qui è soprattutto raggiungibile la Val Venegia, il rifugio Mulaz, il Castellazzo e Punta Rolle. Per raggiungere Baita Segantini è possibile lasciare la macchina a Passo Rolle e salire a piedi per la strada sterrata passando per Capanna Cervino, la distanza dal passo è di 3Km ed il dislivello è di 200mt.

Fonte www.sanmartino.comwww.passorolle.net

domenica 15 maggio 2011

Egitto - Monastero di Santa Caterina

Il Monastero di Santa Caterina o Monastero della Trasfigurazione o in greco Μονὴ τῆς Ἁγίας Αἰκατερίνης è un monastero del VI secolo situato ai piedi del monte Sinai in Egitto, alla foce di un canyon inaccessibile. Dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, è il più antico monastero cristiano ancora esistente. Nel 2002 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per la sua architettura bizantina e perché luogo sacro per tre grandi religioni: Cristianesimo, Islam ed ebraismo. Il monastero conserva inoltre una vasta collezione di manoscritti e icone antichissimi. In particolare possiede la più vasta biblioteca di testi antichi bizantini dopo quella della Città del Vaticano: la più grande e la meglio conservata oggi.

Fonte Wikipedia

domenica 16 gennaio 2011

Forte Belvedere - Gschwent

Forte Belvedere-Gschwent fu realizzato dal Genio militare autroungarico sotto la direzione del tenente Rudolf Schneider nel quadriennio 1908-12 ed aveva il compito di difendere Trento in un settore particolarmente sensibile ad eventuali attacchi italiani. Con una guarnigione di circa 200 soldati sotto la guida di un tenente, la fortezza assolse pienamente alla propria funzione difensiva e di supporto alle azioni militari offensive. Sebbene sottoposto ai pesanti bombardamenti provenienti dalle artiglierie italiane di posta a Porta Manazzo, Campolongo e Campomolon, seppe resistere malgrado i danni subiti: infatti, non appena i bombardamenti cessavano, i soldati del forte provvedevano al ripristino delle strutture lesionate. Nel solo primo anno di guerra la fortezza ricevette più di mille colpi di grosso calibro, alcuni dei quali riuscirono a forare le strutture blindate, ed il 16 maggio 1916 l’esplosione di una granata italiana causò la morte di 9 soldati ed il ferimento di 18 loro compagni. Diversamente da quanto avvenne per le altre fortezze, demolite negli anni Trenta per recuperare il ferro in esse contenuto, Belvedere-Gschwent sfuggì alla distruzione postbellica per decreto del re Vittorio Emanuele III. Di proprietà del Comune di Lavarone, che nel 2002 ha provveduto ad un accurato restauro e all’allestimento di percorsi tematici, oggi la fortezza si presenta al visitatore quale museo degli eventi più drammatici della Grande Guerra 1914-18. Belvedere-Gschwent è testimonianza unica ed imprescindibile di un conflitto che sconvolse l’Europa. Il forte Belvedere è adibito a museo della prima guerra mondiale

 Fonte www.fortebelvedere.org

giovedì 16 dicembre 2010

Sass Pordoi 2.950 mt. - Paesaggio lunare

È uno di quei luoghi che esprimono la maestosità della natura, l’immensità del cielo, la dimensione dell’uomo… Ci sono turisti provenienti da ogni parte del mondo che ogni anno percorrono migliaia di chilometri per arrivare fin quassù in cima al Sass Pordoi, la più incredibile terrazza naturale sulle Dolomiti raggiungibile con la moderna funivia che dal Passo Pordoi, in 4 minuti di rapida salita, porta ai 2.950 m. della sommità. Già dalla stazione a valle della funivia vi troverete di fronte allo spettacolo di una delle più belle formazioni rocciose delle Dolomiti: il Sass Pordoi, poggiato su di un tondeggiante piedistallo erboso quasi sospeso sopra un enorme ammasso di detriti rocciosi sgretolatisi negli anni dalla roccia madre che maestosa ed impassibile sovrasta tutto il paesaggio. Durante la salita avrete il piacere di trovarvi “vis a vis” con questa montagna di infinita bellezza, vi sembrerà di poterne toccare le sporgenze, è una salita verticale che permette di percepire ogni rilievo, ogni ansa della montagna e di osservare gli alpinisti che la affrontano percorrendo alcune delle più belle vie attrezzate di questa zona, una su tutte la Via Maria” aperta nel 1932 dal “Diavolo delle Dolomiti” Tita Piaz. All'uscita della funivia troverete l'incredibile terrazza naturale sospesa fra le montagne dove nelle giornate di sole ci si può sdraiare proprio come in riva al mare. Ed il mare c’era anche qui un tempo, quel mare primordiale che si è ritirato migliaia di anni fa fermando il tempo sulle pareti delle montagne che ora dominano incontrastate il paesaggio rendendolo inconfondibile mentre allora erano solamente degli scogli sommersi. Da  qualunque lato del Sass Pordoi il vostro sguardo si levi, godrete di un panorama veramente a 360°su tutte le principali vette dolomitiche: dalla conca d’Ampezzo, alla Marmolada, dalle Pale di San Martino al Sassolungo, fino alle propaggini meridionali dei gruppi dell’Ortles, del Cevedale e delle Alpi svizzere ed austriache. Collegato alla funivia troverete l’accogliente Rifugio Maria con Bar, Ristorante e Self-service dove sarà un piacere indimenticabile consumare il pranzo comodamente seduti a gustare i piatti tipici della cucina dolomitica regalandovi l’ebbrezza di questo panorama mozzafiato. Per gli sportivi il Sass Pordoi è il luogo ideale per importanti escursioni verso il Piz Boè, per la traversata del Gruppo del Sella verso i Passi Gardena e Campolongo e per la discesa verso Colfosco attraverso la Val Mezdì.
 

martedì 7 dicembre 2010

Egitto - Monte Sinai

Il Monte Sinai con i suoi 2.285 metri di altezza è la seconda montagna più alta dell'Egitto dopo il Monte Caterina (2.637 m.) che si trova a circa 5 km a sud-ovest.
Ci sono due percorsi per raggiungere la cima del monte. Il primo, conosciuto come Siket El Bashait, è più lungo e meno ripido. La salita è possibile a piedi o in cammello con la guida di beduini locali. Il tempo approssimativo a piedi è di circa due ore e mezza. Il secondo percorso, conosciuto come Siket Sayidna Musa, è più diretto e ripido e parte direttamente dietro il monastero. Questo percorso misura circa 3750 passi detti passi della penitenza.

Fonte Wikipedia

Egitto - Discesa dal Monte Sinai

Ai piedi del Monte Sinai sorge il monastero di Santa Caterina, fatto erigere dall'imperatore Giustiniano nel 527, nel luogo in cui secondo la tradizione Dio si sarebbe manifestato a Mosè entro un roveto "ardente" che bruciava senza consumarsi e che la tradizione identifica in un rigoglioso rovo (Rubus spp) qui ancora coltivato. Il monastero occupa una posizione particolarmente suggestiva, ed è meta di pellegrinaggi e di visite turistiche, trovandosi a un paio di ore di strada (agevole) da una località balneare come Sharm El Sheikh e meno ancora da altre.
Sulla cima del monte si trova una cappella greco-ortodossa, costruita nel 1934 sulle rovine di una chiesa del XVI secolo, non aperta al pubblico. Secondo la tradizione la cappella racchiude la roccia da cui Dio fece le Tavole della Legge. Nei pressi si trova anche la Grotta di Mosè, dove si suppone che Mosè avesse aspettato di ricevere le tavole dei Dieci Comandamenti.

Fonte Wikipedia


venerdì 29 ottobre 2010

Val Ridanna - Miniera di Monteneve

Il bacino di estrazione del Monteneve in Alto Adige si trova a una altezza di 2000 fino a 2500 m nella montagna che divide la Val Ridanna dalla Val Passirio.
L'epoca esatta dell'inizio delle attività estrattorie si perde negli albori della storia, certa è la prima menzione scritta ("Argentum Bonum De Sneberch") risalente all'anno 1237.
L'argento estratto probabilmente servì ai Conti del Tirolo per la coniatura delle monete.
Il momento di maggior splendore venne raggiunto intorno al 1500 con l'impiego di 1000 minatori in ca 70 gallerie intenti all'estrazione di argento e galena. Diverse famiglie di commercianti tirolesi ed in primo luogo i Fugger di Ausburgo entrarono in possesso, con l'attività di estrazione, di un enorme ricchezza.
Anche la vicina cittadina di Vipiteno raggiunse in quel tempo l'apice delle attività commerciali e culturali. Testimonianza e ricordo di quei tempi è anche la cappella dei minatori di S. Maddalena in Ridanna, un vero capolavoro del tardo gotico. Dal 1871 in poi si iniziò l'estrazione dello zinco, presente in grande quantità. Il paesino S. Martino sul Monteneve ebbe in quel periodo il momento di maggior espansione, con tanto di scuola ed associazione varie.  Le estreme condizioni clumatiche del vivere a quella quota associato al durissimo lavoro nella montagna, richiesero un notevole contributo di vite umane. il catastrofico rogo nel giugno del 1967 distrusse completamente il paese, segnandone la fine. Da quel giorno i minatori vissero a Masseria, dove dal 1871 si trovava anche l'impianto d'arricchimento del minerale. da lì vennero trasportati con una funivia attraverso la Valle di Lazzago fino alla "Poschhaus" per poi raggiungere il loro posto di lavoro con un trenino attraverso i 3,5 km della galleria "Poschhaus". Solo nel dicembre del 1979 la scarsa rendibilità della miniera Monteneve costrinse i proprietari, dopo 800 lunghi anni di storia mineraria a chiudere la miniera.

Dal sito ufficiale Ridanna - Monteneve

sabato 14 agosto 2010

Gurundin Alm - Malga Corandin - Corno Nero 2439m

Il Corno Nero, straordinario punto panoramico sulla Valle di Fiemme e sulle vette del Lagorai e del vicino Latemar-Cornon, si eleva a nord degli abitati di Daiano, Varena e Carano in Val di Fiemme. Si tratta dell'elevazione più importante nel sottogruppo del Lavazè-Oclini, immediatamente ad ovest del Gruppo Cornon - Latemar. Se i versanti meridionali digradano profondamente nella Val di Fiemme, quelli settentrionali chiudono l'elevato altipiano degli Oclini che giace a quota 2000m circa fra il Passo degli Oclini (1989m) ad ovest e il Passo Lavazè (1812m) ad est. È proprio nel versante settentrionale che si trova l'accesso più battuto alla vetta attraverso il sentiero 582 proveniente dal Passo degli Oclini. Il Corno Nero deve il suo nome alla sua composizione geoligica fatta di rocce porfiriche, di colorazione molto scura. Data la vicinanza al Passo degli Oclini, raggiungibile in auto, e alla sua panoramicità il Crono Nero è una mèta molto ambita dagli escursionisti in estate che possono raggiungere la cima con una camminata di poco meno di 500m di dislivello.

Fonte sport.infotrentino
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