Siti

mercoledì 24 agosto 2011

Siria - Bosra - Teatro Romano di Basalto (pietra vulcanica)

La cavea di questo teatro ha un diametro di 107 metri con 6000 posti in 37 file divise in tre ordini e 5 settori, inoltre altri 2500 spettatori potevano prendere posto, in piedi, nella galleria che chiudeva il retro del teatro e attualmente coperta dalle fortificazioni arabe. Già in periodo ommayyade era iniziata la fortificazione di un edificio isolato ma nel XIII secolo il sultano al-Adil, figlio di Nureddin, fece riempire la cavea e innalzare,attorno al perimetro del teatro, delle poderose mura con 9 gradi di torri al cui interno si trovavano magazzini, stalle, attrezzature di difesa e alloggi militari. Fu costruito anche l'ingresso attuale con un ponte di pietra con cinque archi. Questa trasformazione in fortezza ha protetto il teatro dal degrado causato dal tempo e dell'uomo fino ad arrivare a noi come il meglio conservato tra i teatri romani.

mercoledì 10 agosto 2011

Gradara - Le mura

Borgo di inconfondibile aspetto medievale, in felice posizione panoramica su un colle sovrastante la via Flaminia, Gradara è cinta da una cortina trapezoidale di mura trecentesche coronate di merli guelfi e munite di bastioni rettangolari. Una cortina intermedia di mura, fornita di torri e di porta autonoma, garantiva una ulteriore protezione alla rocca. L'intero perimetro delle mura è percorso da un camminamento di ronda continuo. Nell'angolo occidentale la cinta muraria è rinforzata da un poderoso bastione poligonale, la rocchetta. L'unico accesso al borgo era la Porta dell'Orologio, un arco a tutto sesto sormontato da una torre quadrata (su cui sono murati gli stemmi dei Montefeltro, degli Sforza e dei Malatesta) fornita di ponte levatoio. Il castello occupa il punto più alto e meglio difendibile del colle. Gravita attorno al torrione principale o Mastio, che contribuisce ad imprimere all'insieme quell'aspetto di forza ed eleganza caratteristico delle fortezze medievali. Il Mastio risale al 1150, e attorno ad esso furono in seguito edificate le ali del castello. L'interno del castello subì radicali trasformazioni nel passaggio da fortilizio a residenza signorile. Delle opere d'arte che servirono a ingentilirlo rimangono in particolare la battaglia attribuita ad Aspertini (ora nella Sala del Consiglio) e la Pala in terracotta di Andrea della Robbia nella cappella.

sabato 16 luglio 2011

Marocco - Marrakech - Piazza Jemaa El-Fna

Piazza Jemaa el Fna: il suo nome significa "la riunione dei trapassati", poichè qui venivano eseguite le sentenze capitali ed esposte le teste dei giustiziati. E' un grande spazio irregolare di 100 metri per 150, delimitato su due lati dai souk e da due strade dal traffico caotico sugli altri due. E' in assoluto il luogo più frequentato della città, una "Jemaa" continua di persone che in piazza vendono, comprano, si incontrano o sbarcano il lunario. Punto di raccordo fra la parte sud della città con i palazzi e le dimore signorili e la parte nord degli artigiani e dei souk, è un caos apparente di bancarelle, venditori ambulanti, incantatori di serpenti, giocoglieri, danzatori, venditori di acqua. La piazza cambia aspetto a seconda dell'ora. La mattina è più "mercantile" le bancarelle aprono e mettono in mostra tutti i loro prodotti, dall'artigianato alla frutta e verdura. Nelle ore calde della giornata, soprattutto d'estate, l'attività rallenta, alcuni sonnecchiano nel negozio o al riparo della propria bancarella. Al pomeriggio comincia il gran teatro dei giocoglieri, degli ammaestratori di scimiette, dei cartomanti, dei venditori di rimedi miracolosi, di dentiere. Ognuno ha il proprio pubblico composto da gente affascinata dalla parola di questi artisti che catturano l'attenzione invocando Allah e dando inizio a un repertorio inesauribile. All'imbrunire si allestiscono precari ristorantini dove si può gustare di tutto e dove troverete soprattutto la vera cucina popolare. Fino a sera inoltrata sono aperti i caffè da dove si può ammirare lo spettacolo.

Fonte libraria

domenica 19 giugno 2011

Firenze - Ponte Vecchio

Ponte Vecchio, il più antico dei sei ponti di Firenze, è una delle immagini più conosciute della città. Risalente già forse all'epoca romana, con piloni di pietra e piano di calpestio in assi di legno, fu ricostruito in pietra ma di nuovo distrutto in seguito a un'alluvione, nel 1333. Dodici anni dopo, forse ad opera di Neri da Fioravante (o Taddeo Gaddi, secondo Giorgio Vasari) venne nuovamente rifatto. Le arcate da cinque divennero tre e la carreggiata centrale fu allargata. Le botteghe, ospitate sotto i portici, erano dapprima di proprietà del Comune, che le dava in affitto. Ma successivamente, verso la fine del Quattrocento, furono vendute ai privati e cominciarono allora a trasformarsi con aggiunte successive, con sopraelevazioni e terrazzini esterni, estendendosi verso il fiume e alterando in modo anarchico e suggestivo l'originale struttura architettonica. Nel Quattrocento queste botteghe erano gestite da ortolani, macellai e pescivendoli. Ma, forse a causa del cattivo odore che emanavano, Ferdinando I le sostituì con quelle degli orefici, rendendo la strada più elegante e pulita. Nel 1565 Cosimo I de' Medici, duca di Firenze, fece costruire sul lato a monte, il famoso Corridoio, opera di Giorgio Vasari, che passa sopra le botteghe. Vi è un curioso aneddoto, al proposito. La famiglia Mannelli, che possedeva una torre medioevale all'estremità sud, verso Palazzo Pitti, non volle concedere al duca il passaggio. E allora il corridoio dovette deviare, come ancora oggi si osserva, aggirando la torre. Al centro la sfilata di botteghe si interrompe, e il ponte si apre sull'Arno, in due splendide e panoramiche terrazze. Qui, nel 1900, venne posto il busto di Benvenuto Cellini, geniale orafo e scultore fiorentino.

mercoledì 1 giugno 2011

Agrigento - Valle dei Templi - Tempio di Hera (Giunone)

Il primo Tempio che occupa il punto più alto e apre la collina sul lato Est è il Tempio  di Hera Lacinia.
Esso viene fondato nel 460 a.C.  in esastilo periptero e in stile Dorico (infatti ad Agrigento è presente solo lo stile Dorico), le sue colonne gravano direttamente  su quattro gradoni, costruite con venti scanalature e quattro tamburi. Il perimetro è costituito da sei colonne su un lato e tredici sull’altro.
Le venticinque Colonne  rimanenti sono state rialzate nel 700 e più volte restaurate. All’ interno del Tempio abbiamo il Pronao, la Cella o Naos, e l’Opistodomo. Nella cella sono evidenti le tracce dell’ incendio causato dai Cartaginesi nel 406 a.C. L’ingresso di ogni  Tempio e dell’altare si trovano nella parte orientale.

domenica 15 maggio 2011

Egitto - Monastero di Santa Caterina

Il Monastero di Santa Caterina o Monastero della Trasfigurazione o in greco Μονὴ τῆς Ἁγίας Αἰκατερίνης è un monastero del VI secolo situato ai piedi del monte Sinai in Egitto, alla foce di un canyon inaccessibile. Dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, è il più antico monastero cristiano ancora esistente. Nel 2002 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per la sua architettura bizantina e perché luogo sacro per tre grandi religioni: Cristianesimo, Islam ed ebraismo. Il monastero conserva inoltre una vasta collezione di manoscritti e icone antichissimi. In particolare possiede la più vasta biblioteca di testi antichi bizantini dopo quella della Città del Vaticano: la più grande e la meglio conservata oggi.

Fonte Wikipedia
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