Siti
Visualizzazione post con etichetta Trentino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trentino. Mostra tutti i post

lunedì 29 settembre 2025

Forte di Pozzacchio

Forte Pozzacchio è l’ultima delle fortezze austro-ungariche realizzate tra Ottocento e inizio Novecento sul confine del Trentino con il Regno d’Italia. Interamente scavata nella roccia, rappresentava la più moderna macchina da guerra della monarchia danubiana. I lavori di costruzione del forte iniziarono nel 1913 e proseguirono fino allo scoppio della guerra con l’Italia, ma l’opera non fu mai completata. Abbandonato dall’esercito austro-ungarico, il 3 giugno 1915 venne occupato dai soldati italiani. Con l’offensiva del maggio 1916 il forte ritornò in mano austriaca e vi rimase fino alla conclusione del conflitto. Già fortemente danneggiato dai bombardamenti, nel dopoguerra venne completamente spogliato delle parti metalliche. Il recente restauro, promosso dalla Provincia autonoma di Trento su progetto degli architetti Francesco Collotti e Giacomo Pirazzoli, ha reso nuovamente visitabile la struttura.

Fonte  www.fortepozzacchio.it

sabato 17 agosto 2024

Lupa del Lagorai

La Lupa del Lagorai si trova a quota 1.600 metri, nella frazione di Vetriolo, il più alto centro termale d’Europa. Alta 6 metri e realizzata con circa 2 mila scarti di legno, è un’opera dello scultore Marco Martalar. Come per il suo famoso Drago alato di Vaia, purtroppo incendiato nell'agosto 2023, per il Cervo di Vaia sull’Alpe Cimbra e l'Aquila di Vaia in Valsugana, anche per questa installazione, Martalar è partito dagli alberi distrutti dalla tempesta Vaia. Implacabile, la notte del 29 ottobre 2018, questo vento uragano ferì profondamente le nostre montagne. E in quella notte, la zona di Vetriolo fu tra le più colpite, con alberi schiantati a terra e interi boschi distrutti. Come in tutte le sue opere, anche per realizzare La Lupa del Lagorai, Martalar non ha usato né vernici né olii per limitare i danni dell’usura, ma ha lasciato i materiali al loro stato naturale. La Lupa è quindi destinata a scomparire con il passare del tempo, sotto la forza della neve e del vento. La Lupa del Lagorai, con la testa rivolta verso il cielo, è un’opera che ti porta in alto. Per vederla devi arrivare a quota 1.600 metri e raggiungere una radura con una vista che si apre sulla Valsugana e i suoi due laghi, il lago di Caldonazzo e il lago di Levico. Dopo aver parcheggiato l’auto a Vetriolo, puoi raggiungere la Lupa del Lagorai seguendo per circa un chilometro la strada forestale del Pian de la Casara, vicino al parcheggio della piattaforma di lancio per i parapendii e i deltaplani.

Fonte www.visittrentino.info/it

lunedì 12 febbraio 2024

Trento - Castello del Buonconsiglio

Il Castello del Buonconsiglio è uno degli edifici più conosciuti di Trento e uno tra i maggiori complessi monumentali del Trentino-Alto Adige, grazie alla sua bellezza e alla sua storia legata al Concilio di Trento. Dal XIII secolo fino alla fine del XVIII residenza dei Principi vescovi di Trento, è composto da una serie di edifici di epoca diversa, racchiusi entro una cinta di mura in una posizione leggermente elevata rispetto alla città. Castelvecchio è il nucleo più antico, dominato da una possente torre cilindrica; all'estremità meridionale del complesso si trova Torre Aquila, che conserva all'interno il celebre Ciclo dei Mesi, uno dei più notevoli cicli pittorici di tema profano del tardo Medioevo italiano. Il Magno Palazzo è l'ampliamento cinquecentesco nelle forme del Rinascimento italiano, voluto dal principe vescovo e cardinale Bernardo Clesio (1485-1539); conserva un importante ciclo pittorico manierista in eccellente stato di conservazione. Alla fine del Seicento risale invece la barocca Giunta Albertina.

Fonte Wikipedia

domenica 24 ottobre 2021

Trentino - Lago di Fedaia

Il lago di Fedaia (Lèch de Fedaa in ladino) è un lago alpino delle Dolomiti di Fassa, localizzato subito a ovest del Passo Fedaia, sotto il gruppo montuoso della Marmolada, nel territorio del comune di Canazei, in Provincia di Trento. Esistono in realtà due laghi di Fedaia, separati fra loro da una diga artificiale chiamata Controdiga di Maria al Lago. Il più noto ed esteso è quello occidentale, originatosi dopo la costruzione di una diga nel 1956; l'altro, di origini naturali ha dimensioni decisamente più ridotte e si è formato a causa di uno sbarramento morenico glaciale. Si estendono tra il Passo Fedaia e la fine della val de Ciampié, stretti tra il massiccio della Marmolada (a sud) e il massiccio della Mesola (a nord). Il lago artificiale si allunga per circa 2 km in direzione est-ovest sino alla diga alta 57 m, lunga 622 m e spessa alla base 42 m. La centrale idroelettrica annessa permette la produzione di 20 MW di potenza.

Fonte Wikipedia

domenica 11 aprile 2021

Eremo di San Colombano

L’eremo di San Colombano, nel Comune di Trambileno a pochi chilometri da Rovereto sulla statale per Vicenza, si raggiunge percorrendo a piedi un breve sentiero ed una scalinata di 102 gradini, scavati direttamente nella roccia. L’eremo è costruito a mezza altezza su uno strapiombo di circa 120 metri. Protetto dalle intemperie da un tetto naturale di roccia è dedicato al Santo che, secondo la leggenda, in veste di giovane cavaliere uccise il drago che provocava la morte di bambini battezzati nelle acque del sottostante torrente Leno. L’eremo sembra essere stato abitato sin dal 753. La data di costruzione della chiesetta e dell’annesso romitorio risale al X secolo.

Fonte  www.visitrovereto.it

lunedì 29 giugno 2020

Parco Faunistico Spormaggiore

ll Parco Faunistico di Spormaggiore offre a tutti la possibilità unica di osservare da vicino l'orso bruno (Ursus arctos), il più grande mammifero delle Alpi che è tornato a popolare i boschi trentini grazie ad un apposito progetto di reintroduzione. Potrete qui ammirarne, in ambiente assolutamente naturale, due esemplari che vivono all' interno di un'area di 5000 metri quadrati.

mercoledì 7 agosto 2019

Santuario di San Romedio

Il Santuario di San Romedio è uno dei più caratteristici eremi d’Europa. Sorge in Val di Non sulla vetta di uno sperone di roccia alto più di 70 metri. Qui San Romedio visse come eremita per molti anni, secondo quanto dice la leggenda in compagnia solo di un orso trentino. Il Santuario di San Romedio è formato da cinque piccole chiesette sovrapposte, tutte costruite su uno sperone di roccia e unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini. Il sentiero che conduce al Santuario di San Romedio è una delle passeggiate di culto più significative del Trentino.

Fonte www.visitvaldinon.it

lunedì 18 novembre 2013

Monte Altissimo in basso il Lago di Garda


La lunga catena di M. Baldo, che si sviluppa per 40 km parallelamente al Lago di Garda, è divisa in due parti dalla marcata sella della Bocca di Tratto Spino. Verso sud troviamo la parte più importante e notevole del gruppo: una sequenza di cime per lo più alla portata del normale escursionista, culminanti nella Cima di Valdritta. Verso nord il gruppo si innalza nell’ampia mole del Monte Altissimo di Nago. La cima, raggiungibile per mezzo di una comoda sterrata, permette la migliore visione possibile dell’estremità settentrionale del Lago di Garda. Considerata la facilità d’accesso, è una salita che ben si presta anche alla stagione invernale purchè si possiedano piccozza, ghette e ciaspole per via dell’innevamento talvolta molto consistente sino a primavera inoltrata.

sabato 26 gennaio 2013

Folgaria - P.sso Coe - Base Tuono

La Base missilistica NATO di Passo Coe - Monte Toraro
Situata nei pressi di Passo Coe (1610 m), nel Comune di Folgaria (Trentino), fu una delle dodici basi missilistiche dell'Aeronautica Militare dispiegate nel Nord Italia negli anni Sessanta nell'ambito del sistema di difesa aerea NATO del Sud-Europa. La sua funzione, come quella delle altre basi, era quella di contrastare eventuali attacchi aerei d'alta quota da parte dei paesi del Patto di Varsavia. Il sistema d'arma era basato sul missile Nike - Hercules, un vettore superficie - aria armato con testate convenzionali e nucleari. Attiva dal 1966 al 1977, è stata dunque uno dei presidi difensivi propri di quel periodo storico che ha preso il nome di Guerra Fredda, il conflitto ideologico, economico e politico tra l'Est e l'Ovest del mondo avviatosi subito dopo la seconda guerra mondiale e fortunatamente mai sfociato in guerra combattuta. Una tensione internazionale che ha segnato il secondo dopoguerra fino al crollo del muro di Berlino, nel 1989.

domenica 21 ottobre 2012

Torri del Vajolet - Rifugi Vajolet e Preuss

Le Torri del Vajolet (2.821 m s.l.m.) sono un insieme di guglie montuose del Gruppo del Catinaccio nelle Dolomiti. Sono sette guglie calcaree che si ergono al centro del Gruppo del Catinaccio e di cui la più alta viene detta Torre Principale. Sono state conquistate sul finire dell'800. A livello turistico e alpinistico, le più famose Torri sono la Delago, la Stabeler e la Winkler, conosciute anche come Torri Meridionali del Vajolet. Su queste, a differenza delle altre Torri, si snodano diverse vie di roccia molto frequentate che offrono roccia ottima ed esposizione notevole. Il Rifugio Vajolet, si trova nella zona del Catinaccio sotto le Torri del Vajolet, al centro di numerose camminate, escursioni e vie attrezzate. Esiste la possibilità di effettuare numerose scalate di diversa difficoltà (parete Est del Catinaccio, punta Emma e Torri del Vajolet). Il Rifugio si raggiunge da Pera di Fassa con un servizio di pulmini per il Rifugio Gardeccia, da dove in un'ora di cammino si arriva al Rifugio Vajolet. Con la seggiovia che parte sempre da Pera fino a Pian Pecei, si raggiunge il rifugio Gardeccia in 30 minuti e quindi si prosegue per il nostro rifugio per la stessa strada. Infine da Vigo di Fassa con la funivia del Catinaccio fino al Ciampedie, il nostro rifugio è raggiungibile in circa un'ora e mezza di cammino.

Fonte Wikipedia / www.rifugiovajolet.com

venerdì 27 aprile 2012

Ferrata Susatti - Cima Capi - Panorama sul Lago di Garda

La via si sviluppa per la maggior parte avanzando su facili roccette,attraversando i resti delle trincee austriache della prima guerra mondiale. Guardando dall'inizio della ferrata, la parete sembra impressionante ma salendo pian piano,e comunque mai troppo esposti non si hanno impressioni vertiginose,se non sui terrazzini panoramici posti a fianco della via ferrata stessa. Si arriva circa a metà superando una facile cengia ,arrivando ad un punto panoramico dove si ha una splendida visione del gruppo del Monte Baldo,in lontananza si possono gustare le cime del gruppo dell'Adamello e guardando in basso,il lago di Garda nella sua parte alto-centrale. A circa 3/4 della ferrata si trova l'unico punto con un passaggio un pò tecnico,con il quale si aggira un grosso masso,restando "sospesi nel vuoto" . In circa un'ora di via ferrata si raggiunge,senza grosse difficoltà,la Cima Capi (907mt) dove sovrasta il tricolore e il libro di via.

domenica 18 settembre 2011

Pale di San Martino - Baita Segantini


PALE DI SAN MARTINO
Guglie aguzze, spigoli affilati come coltelli, superbe cattedrali di pietra, torri altissime le cui cime si perdono nel cielo: ecco le Pale di San Martino, maestose ed eleganti montagne di corallo. La storia geologica delle Pale inizia circa 300 milioni di anni fa. In un mare tranquillo e poco profondo enormi colonie di coralli si moltiplicarono fino a costruire scogliere di oltre mille metri di altezza. Dopo l’emersione, queste barriere coralline furono modellate dagli agenti atmosferici fino a definire le forme aguzze e tormentate che oggi caratterizzano il panorama. Il nome ‘dolomia’ (quella delle Pale è per la precisione Dolomia dello Sciliar) è un omaggio allo scopritore, il marchese Déodat de Dolomieu, che nel 1788 durante un viaggio nelle nostre montagne ne scoprì la composizione (doppio carbonato di calcio e magnesio). Fin dal secolo scorso la loro austera bellezza incuriosì viaggiatori ed alpinisti stranieri.

BAITA SEGANTINI
E' diventata, grazie alla bellezza che esprime e alla sua storia, una meta obbligata per il turismo di montagna. La sua posizione strategica la pone al centro di una moltitudine di sentieri che si dipanano in ogni direzione. Da qui è soprattutto raggiungibile la Val Venegia, il rifugio Mulaz, il Castellazzo e Punta Rolle. Per raggiungere Baita Segantini è possibile lasciare la macchina a Passo Rolle e salire a piedi per la strada sterrata passando per Capanna Cervino, la distanza dal passo è di 3Km ed il dislivello è di 200mt.

Fonte www.sanmartino.comwww.passorolle.net

giovedì 31 marzo 2011

Riva del Garda - Strada del Ponale

La strada del Ponale è una vecchia strada che risale la valle del torrente Ponale, collegando il Lago di Ledro con Riva del Garda. Costruita a metà del XIX secolo è stata utilizzata per il traffico fino al 1992. Dal 2004 è divenuta pista ciclabile e sentiero apprezzato da moltissimi escursionisti.

Fonte Wikipedia

domenica 16 gennaio 2011

Forte Belvedere - Gschwent

Forte Belvedere-Gschwent fu realizzato dal Genio militare autroungarico sotto la direzione del tenente Rudolf Schneider nel quadriennio 1908-12 ed aveva il compito di difendere Trento in un settore particolarmente sensibile ad eventuali attacchi italiani. Con una guarnigione di circa 200 soldati sotto la guida di un tenente, la fortezza assolse pienamente alla propria funzione difensiva e di supporto alle azioni militari offensive. Sebbene sottoposto ai pesanti bombardamenti provenienti dalle artiglierie italiane di posta a Porta Manazzo, Campolongo e Campomolon, seppe resistere malgrado i danni subiti: infatti, non appena i bombardamenti cessavano, i soldati del forte provvedevano al ripristino delle strutture lesionate. Nel solo primo anno di guerra la fortezza ricevette più di mille colpi di grosso calibro, alcuni dei quali riuscirono a forare le strutture blindate, ed il 16 maggio 1916 l’esplosione di una granata italiana causò la morte di 9 soldati ed il ferimento di 18 loro compagni. Diversamente da quanto avvenne per le altre fortezze, demolite negli anni Trenta per recuperare il ferro in esse contenuto, Belvedere-Gschwent sfuggì alla distruzione postbellica per decreto del re Vittorio Emanuele III. Di proprietà del Comune di Lavarone, che nel 2002 ha provveduto ad un accurato restauro e all’allestimento di percorsi tematici, oggi la fortezza si presenta al visitatore quale museo degli eventi più drammatici della Grande Guerra 1914-18. Belvedere-Gschwent è testimonianza unica ed imprescindibile di un conflitto che sconvolse l’Europa. Il forte Belvedere è adibito a museo della prima guerra mondiale

 Fonte www.fortebelvedere.org

sabato 18 dicembre 2010

Lago Smeraldo

Il lago Smeraldo, si trova a Fondo a nord della valle a m.1001 ed ha una superficie di 10 mila metri quadrati. E’ un bacino artificiale che, inserito nell’ambiente alpino della zona, ne aumenta il fascino e la bellezza; realizzato in tempi recenti (1964) sbarrando il corso del Rio Fondo, il lago è diventato l’orgoglio della comunità. Il lago offre una spiaggietta per chi vuole rilassarsi al sole o rinfrescarsi nell'acqua del lago. Al lago si può tranquillamente arrivare in macchina ma particolarmente suggestivo è raggiungere il lago a piedi dall’abitato di Fondo. La stretta valle dei Molini – passeggiata del Burrone - è l'angusta forra lunga 300 m e profonda 60m, che collega il centro paese (dalla chiesa parrocchiale) al lago. E’ uno spettacolare orrido inciso dal rio Sass con concrezioni, marmitte dei giganti e fossili. Il sentiero ricavato nella roccia e attrezzato con comode passerelle è anche illuminato nelle ore notturne. Lungo il tracciato si può ammirare un antico lavatoio, il ponte romano, la ricostruzione di un vecchio mulino.

giovedì 16 dicembre 2010

Sass Pordoi 2.950 mt. - Paesaggio lunare

È uno di quei luoghi che esprimono la maestosità della natura, l’immensità del cielo, la dimensione dell’uomo… Ci sono turisti provenienti da ogni parte del mondo che ogni anno percorrono migliaia di chilometri per arrivare fin quassù in cima al Sass Pordoi, la più incredibile terrazza naturale sulle Dolomiti raggiungibile con la moderna funivia che dal Passo Pordoi, in 4 minuti di rapida salita, porta ai 2.950 m. della sommità. Già dalla stazione a valle della funivia vi troverete di fronte allo spettacolo di una delle più belle formazioni rocciose delle Dolomiti: il Sass Pordoi, poggiato su di un tondeggiante piedistallo erboso quasi sospeso sopra un enorme ammasso di detriti rocciosi sgretolatisi negli anni dalla roccia madre che maestosa ed impassibile sovrasta tutto il paesaggio. Durante la salita avrete il piacere di trovarvi “vis a vis” con questa montagna di infinita bellezza, vi sembrerà di poterne toccare le sporgenze, è una salita verticale che permette di percepire ogni rilievo, ogni ansa della montagna e di osservare gli alpinisti che la affrontano percorrendo alcune delle più belle vie attrezzate di questa zona, una su tutte la Via Maria” aperta nel 1932 dal “Diavolo delle Dolomiti” Tita Piaz. All'uscita della funivia troverete l'incredibile terrazza naturale sospesa fra le montagne dove nelle giornate di sole ci si può sdraiare proprio come in riva al mare. Ed il mare c’era anche qui un tempo, quel mare primordiale che si è ritirato migliaia di anni fa fermando il tempo sulle pareti delle montagne che ora dominano incontrastate il paesaggio rendendolo inconfondibile mentre allora erano solamente degli scogli sommersi. Da  qualunque lato del Sass Pordoi il vostro sguardo si levi, godrete di un panorama veramente a 360°su tutte le principali vette dolomitiche: dalla conca d’Ampezzo, alla Marmolada, dalle Pale di San Martino al Sassolungo, fino alle propaggini meridionali dei gruppi dell’Ortles, del Cevedale e delle Alpi svizzere ed austriache. Collegato alla funivia troverete l’accogliente Rifugio Maria con Bar, Ristorante e Self-service dove sarà un piacere indimenticabile consumare il pranzo comodamente seduti a gustare i piatti tipici della cucina dolomitica regalandovi l’ebbrezza di questo panorama mozzafiato. Per gli sportivi il Sass Pordoi è il luogo ideale per importanti escursioni verso il Piz Boè, per la traversata del Gruppo del Sella verso i Passi Gardena e Campolongo e per la discesa verso Colfosco attraverso la Val Mezdì.
 

venerdì 10 dicembre 2010

Parco Grotta Cascata Varone

La cascata del Varone si può osservare da due diverse posizioni e con due diverse scenografie. La prima è in basso ed è la grotta inferiore: di quì si osserva la cascata nella sua fase finale. Il secondo punto di osservazione è a 40 mt. più in alto, ed è la grotta superiore dalla quale si può ammirare la cascata nel pieno della sua caduta. La costruzione che funge da ingresso alla cascata del Varone fu progettata da un architetto molto in voga da queste parti all'inizio del 1900. Era l'architetto Maroni, lo stesso che proprio in quegli anni firmò il progetto del Vittoriale (la villa a Gardone di Gabriele D'Annunzio). Un pizzico di storia aleggia quindi in quei primi dieci scalini che si salgono per portarsi verso la cascata. Una volta sbuca dal retro della costruzione, ci troviamo all'aperto. Siamo in un parco naturale privato, conservatosi intatto negli anni, grazie all'ottimo lavoro di manutenzione e di cura di coloro che hanno gestito la cascata. Un lavoro iniziato circa un secolo e mezzo addietro con la costruzione delle prime infrastutture. Prima di allora (1874) infatti la cascata non era visitabile. Non c'erano i sentieri che oggi permettono di addentrarsi e arrampicarsi lungo la montagna.

Fonte Parco Grotta Cascata Varone 


giovedì 9 dicembre 2010

Lago di Garda da sentiero Busatte - Tempesta

Sentiero Busatte-Tempesta: Lo splendido sentiero naturalistico a balcone sul lago di Garda è stato inaugurato di recente ed aperto agli escursionisti. Dal Parco delle Busatte che sovrasta l'abitato di Torbole, si arriva in un'ora e mezza circa, attraversando paesaggi mozzafiato, fino a Tempesta, località che ai tempi dell'Impero Austroungarico segnava il confine con l'Italia. Il sentiero è un'ardita realizzazione, con tratti a sbalzo superabili grazie ad una scala di ferro fissata direttamente in roccia ed altri lungo sentieri tracciati grazie al lavoro del corpo dei Vigili del Fuoco; un'escursione che è quindi accessibile a tutti in estrema sicurezza. La spettacolare passeggiata vista lago si snoda per quattro chilometri a mezza costa, supera due costoni, Corno di Bò e Salt de la Cavra, con scalinate di ferro per quasi 400 gradini. Il percorso è caratterizzato da aspetti geologici, floreali e paesaggistici straordinari. Le scalinate metalliche non si prestano ad essere percorse in mountain bike. L'escursione è stata dotata anche di un comodo ritorno verso Torbole grazie agli accordi tra APTV e amministrazione comunale di Nago Torbole.

Fonte Comune Nago - Torbole 


























Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...