Il lago di Tovel si trova in Val di Non, nel comune di
Ville d’Anaunia, circondato dai boschi e dalle pareti rocciose delle
Dolomiti di Brenta. È un lago alpino a circa 1.180 metri di quota, all’interno del Parco naturale Adamello Brenta.
In passato era conosciuto come "lago rosso" per il fenomeno estivo che
colorava parte delle sue acque, oggi studiato e raccontato nei centri
informativi della valle. Oggi il lago è un luogo tranquillo, adatto a
chi cerca passeggiate semplici, fotografie curate, momenti di sosta
sulle spiagge bianche e sentieri che conducono verso quote più alte.
L’atmosfera è raccolta, con servizi essenziali e un contesto naturale
che invita a rallentare.
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lunedì 19 ottobre 2026
Lago di Tovel - Val di Non
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lunedì 29 settembre 2025
Forte di Pozzacchio
Forte Pozzacchio è l’ultima delle fortezze
austro-ungariche realizzate tra Ottocento e inizio Novecento sul confine
del Trentino con il Regno d’Italia. Interamente scavata nella roccia, rappresentava la più moderna
macchina da guerra della monarchia danubiana. I lavori di costruzione
del forte iniziarono nel 1913 e proseguirono fino allo scoppio della
guerra con l’Italia, ma l’opera non fu mai completata. Abbandonato dall’esercito austro-ungarico, il 3 giugno 1915 venne occupato dai soldati italiani. Con l’offensiva del maggio 1916 il forte ritornò in mano austriaca e vi rimase fino alla conclusione del conflitto. Già fortemente danneggiato dai bombardamenti, nel dopoguerra venne completamente spogliato delle parti metalliche. Il recente restauro, promosso dalla Provincia autonoma di Trento su progetto degli architetti Francesco Collotti e Giacomo Pirazzoli, ha reso nuovamente visitabile la struttura.
Fonte www.fortepozzacchio.it
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sabato 17 agosto 2024
Lupa del Lagorai
La Lupa del Lagorai si trova a quota 1.600 metri, nella frazione di Vetriolo, il più alto centro termale d’Europa. Alta 6 metri e realizzata con circa 2 mila scarti di legno, è un’opera dello scultore Marco Martalar. Come per il suo famoso Drago alato di Vaia, purtroppo incendiato nell'agosto 2023, per il Cervo di Vaia sull’Alpe Cimbra e l'Aquila di Vaia
in Valsugana, anche per questa installazione, Martalar è partito dagli
alberi distrutti dalla tempesta Vaia. Implacabile, la notte del 29
ottobre 2018, questo vento uragano ferì profondamente le nostre
montagne. E in quella notte, la zona di Vetriolo fu tra le più colpite,
con alberi schiantati a terra e interi boschi distrutti. Come in tutte le sue opere, anche per realizzare La Lupa del Lagorai,
Martalar non ha usato né vernici né olii per limitare i danni
dell’usura, ma ha lasciato i materiali al loro stato naturale. La Lupa è
quindi destinata a scomparire con il passare del tempo, sotto la forza
della neve e del vento. La Lupa del Lagorai, con la testa rivolta verso il cielo, è un’opera
che ti porta in alto. Per vederla devi arrivare a quota 1.600 metri e
raggiungere una radura con una vista che si apre sulla Valsugana e i suoi due laghi, il lago di Caldonazzo e il lago di Levico. Dopo aver parcheggiato l’auto a Vetriolo, puoi raggiungere la Lupa
del Lagorai seguendo per circa un chilometro la strada forestale del
Pian de la Casara, vicino al parcheggio della piattaforma di lancio per i
parapendii e i deltaplani.
lunedì 12 febbraio 2024
Trento - Castello del Buonconsiglio
Il Castello del Buonconsiglio è uno degli edifici più conosciuti di Trento e uno tra i maggiori complessi monumentali del Trentino-Alto Adige, grazie alla sua bellezza e alla sua storia legata al Concilio di Trento. Dal XIII secolo fino alla fine del XVIII residenza dei Principi vescovi di Trento,
è composto da una serie di edifici di epoca diversa, racchiusi entro
una cinta di mura in una posizione leggermente elevata rispetto alla
città. Castelvecchio è il nucleo più antico, dominato da una possente torre cilindrica; all'estremità meridionale del complesso si trova Torre Aquila, che conserva all'interno il celebre Ciclo dei Mesi, uno dei più notevoli cicli pittorici di tema profano del tardo Medioevo italiano. Il Magno Palazzo è l'ampliamento cinquecentesco nelle forme del Rinascimento italiano, voluto dal principe vescovo e cardinale Bernardo Clesio (1485-1539); conserva un importante ciclo pittorico manierista in eccellente stato di conservazione. Alla fine del Seicento risale invece la barocca Giunta Albertina.
Fonte Wikipedia
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domenica 24 ottobre 2021
Trentino - Lago di Fedaia
Il lago di Fedaia (Lèch de Fedaa in ladino) è un lago alpino delle Dolomiti di Fassa, localizzato subito a ovest del Passo Fedaia, sotto il gruppo montuoso della Marmolada, nel territorio del comune di Canazei, in Provincia di Trento. Esistono in realtà due laghi di Fedaia, separati fra loro da una diga
artificiale chiamata Controdiga di Maria al Lago. Il più noto ed esteso
è quello occidentale, originatosi dopo la costruzione di una diga nel 1956; l'altro, di origini naturali ha dimensioni decisamente più ridotte e si è formato a causa di uno sbarramento morenico glaciale. Si estendono tra il Passo Fedaia e la fine della val de Ciampié, stretti tra il massiccio della Marmolada (a sud) e il massiccio della Mesola (a nord). Il lago artificiale si allunga per circa 2 km in direzione
est-ovest sino alla diga alta 57 m, lunga 622 m e spessa alla base 42 m.
La centrale idroelettrica annessa permette la produzione di 20 MW di potenza.
Fonte Wikipedia
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domenica 11 aprile 2021
Eremo di San Colombano
L’eremo di San Colombano, nel Comune di Trambileno
a pochi chilometri da Rovereto sulla statale per Vicenza, si raggiunge
percorrendo a piedi un breve sentiero ed una scalinata di 102 gradini, scavati direttamente nella roccia. L’eremo è costruito a mezza altezza su uno strapiombo di circa 120 metri.
Protetto dalle intemperie da un tetto naturale di roccia è dedicato al
Santo che, secondo la leggenda, in veste di giovane cavaliere uccise il
drago che provocava la morte di bambini battezzati nelle acque del
sottostante torrente Leno. L’eremo sembra essere stato abitato sin dal 753. La data di costruzione della chiesetta e dell’annesso romitorio risale al X secolo.
Fonte www.visitrovereto.it
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lunedì 29 giugno 2020
Parco Faunistico Spormaggiore
ll Parco Faunistico di Spormaggiore offre a tutti la possibilità unica
di osservare da vicino l'orso bruno (Ursus arctos), il più grande
mammifero delle Alpi che è tornato a popolare i boschi trentini grazie
ad un apposito progetto di reintroduzione. Potrete qui ammirarne, in
ambiente assolutamente naturale, due esemplari che vivono all' interno
di un'area di 5000 metri quadrati.
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mercoledì 7 agosto 2019
Santuario di San Romedio
Il Santuario di San Romedio è uno dei più caratteristici eremi d’Europa. Sorge in Val di Non
sulla vetta di uno sperone di roccia alto più di 70 metri. Qui San
Romedio visse come eremita per molti anni, secondo quanto dice la
leggenda in compagnia solo di un orso trentino. Il Santuario di San Romedio
è formato da cinque piccole chiesette sovrapposte, tutte costruite su
uno sperone di roccia e unite tra loro da una lunga scalinata di 131
gradini. Il sentiero che conduce al Santuario di San Romedio è una delle
passeggiate di culto più significative del Trentino.
Fonte www.visitvaldinon.it
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lunedì 18 novembre 2013
Monte Altissimo in basso il Lago di Garda
La lunga catena di M. Baldo,
che si sviluppa per 40 km parallelamente al Lago di Garda, è divisa in due parti
dalla marcata sella della Bocca di Tratto Spino. Verso sud troviamo la parte più
importante e notevole del gruppo: una sequenza di cime per lo più alla portata
del normale escursionista, culminanti nella Cima di Valdritta. Verso nord il
gruppo si innalza nell’ampia mole del Monte Altissimo di Nago. La cima,
raggiungibile per mezzo di una comoda sterrata, permette la migliore visione
possibile dell’estremità settentrionale del Lago di Garda. Considerata la
facilità d’accesso, è una salita che ben si presta anche alla stagione invernale
purchè si possiedano piccozza, ghette e ciaspole per via dell’innevamento
talvolta molto consistente sino a primavera inoltrata.
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sabato 26 gennaio 2013
Folgaria - P.sso Coe - Base Tuono
La Base missilistica NATO di Passo Coe - Monte Toraro
Situata nei pressi di Passo Coe (1610 m), nel Comune di Folgaria (Trentino), fu una delle dodici basi missilistiche dell'Aeronautica Militare dispiegate nel Nord Italia negli anni Sessanta nell'ambito del sistema di difesa aerea NATO del Sud-Europa. La sua funzione, come quella delle altre basi, era quella di contrastare eventuali attacchi aerei d'alta quota da parte dei paesi del Patto di Varsavia. Il sistema d'arma era basato sul missile Nike - Hercules, un vettore superficie - aria armato con testate convenzionali e nucleari. Attiva dal 1966 al 1977, è stata dunque uno dei presidi difensivi propri di quel periodo storico che ha preso il nome di Guerra Fredda, il conflitto ideologico, economico e politico tra l'Est e l'Ovest del mondo avviatosi subito dopo la seconda guerra mondiale e fortunatamente mai sfociato in guerra combattuta. Una tensione internazionale che ha segnato il secondo dopoguerra fino al crollo del muro di Berlino, nel 1989.
Situata nei pressi di Passo Coe (1610 m), nel Comune di Folgaria (Trentino), fu una delle dodici basi missilistiche dell'Aeronautica Militare dispiegate nel Nord Italia negli anni Sessanta nell'ambito del sistema di difesa aerea NATO del Sud-Europa. La sua funzione, come quella delle altre basi, era quella di contrastare eventuali attacchi aerei d'alta quota da parte dei paesi del Patto di Varsavia. Il sistema d'arma era basato sul missile Nike - Hercules, un vettore superficie - aria armato con testate convenzionali e nucleari. Attiva dal 1966 al 1977, è stata dunque uno dei presidi difensivi propri di quel periodo storico che ha preso il nome di Guerra Fredda, il conflitto ideologico, economico e politico tra l'Est e l'Ovest del mondo avviatosi subito dopo la seconda guerra mondiale e fortunatamente mai sfociato in guerra combattuta. Una tensione internazionale che ha segnato il secondo dopoguerra fino al crollo del muro di Berlino, nel 1989.
Fonte www.basetuono.it
domenica 21 ottobre 2012
Torri del Vajolet - Rifugi Vajolet e Preuss
Le Torri del Vajolet (2.821 m s.l.m.) sono un insieme di guglie montuose del Gruppo del Catinaccio nelle Dolomiti. Sono sette guglie calcaree che si ergono al centro del Gruppo del Catinaccio e di cui la più alta viene detta Torre Principale. Sono state conquistate sul finire dell'800. A livello turistico e alpinistico, le più famose Torri sono la
Delago, la Stabeler e la Winkler, conosciute anche come Torri
Meridionali del Vajolet. Su queste,
a differenza delle altre Torri, si snodano diverse vie di roccia molto
frequentate che offrono roccia ottima ed esposizione notevole. Il Rifugio Vajolet, si trova nella zona del Catinaccio sotto
le Torri del Vajolet, al centro di numerose camminate, escursioni e
vie attrezzate. Esiste la possibilità di effettuare numerose
scalate di diversa difficoltà (parete Est del Catinaccio, punta Emma
e Torri del Vajolet). Il Rifugio si raggiunge da Pera di Fassa con un
servizio di pulmini per il Rifugio Gardeccia, da dove in un'ora di
cammino si arriva al Rifugio Vajolet. Con la seggiovia che parte sempre
da Pera fino a Pian Pecei, si raggiunge il rifugio Gardeccia in 30
minuti e quindi si prosegue per il nostro
rifugio per la stessa strada. Infine da Vigo di Fassa con la funivia
del Catinaccio fino al Ciampedie, il nostro rifugio è raggiungibile in
circa un'ora e mezza di cammino.
Fonte Wikipedia / www.rifugiovajolet.com
venerdì 27 aprile 2012
Ferrata Susatti - Cima Capi - Panorama sul Lago di Garda
La via si sviluppa per la maggior parte
avanzando su facili roccette,attraversando i resti delle
trincee austriache della prima guerra mondiale. Guardando
dall'inizio della ferrata, la parete sembra impressionante
ma salendo pian piano,e comunque mai troppo esposti non si
hanno impressioni vertiginose,se non sui terrazzini
panoramici posti a fianco della via ferrata stessa. Si
arriva circa a metà superando una facile cengia
,arrivando
ad un punto panoramico dove si ha una splendida visione del
gruppo del Monte Baldo,in lontananza si possono gustare le
cime del gruppo dell'Adamello e guardando in basso,il lago
di Garda nella sua parte alto-centrale. A circa 3/4 della
ferrata si trova l'unico punto con un passaggio un pò
tecnico,con il quale si aggira un grosso masso,restando
"sospesi nel vuoto"
. In
circa un'ora di via ferrata si raggiunge,senza grosse
difficoltà,la Cima Capi (907mt) dove sovrasta il tricolore e
il libro di via.
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domenica 18 settembre 2011
Pale di San Martino - Baita Segantini
PALE DI SAN MARTINO
Guglie aguzze, spigoli affilati come coltelli, superbe cattedrali di pietra, torri altissime le cui cime si perdono nel cielo: ecco le Pale di San Martino, maestose ed eleganti montagne di corallo. La storia geologica delle Pale inizia circa 300 milioni di anni fa. In un mare tranquillo e poco profondo enormi colonie di coralli si moltiplicarono fino a costruire scogliere di oltre mille metri di altezza. Dopo l’emersione, queste barriere coralline furono modellate dagli agenti atmosferici fino a definire le forme aguzze e tormentate che oggi caratterizzano il panorama. Il nome ‘dolomia’ (quella delle Pale è per la precisione Dolomia dello Sciliar) è un omaggio allo scopritore, il marchese Déodat de Dolomieu, che nel 1788 durante un viaggio nelle nostre montagne ne scoprì la composizione (doppio carbonato di calcio e magnesio). Fin dal secolo scorso la loro austera bellezza incuriosì viaggiatori ed alpinisti stranieri.
BAITA SEGANTINI
E' diventata, grazie alla bellezza che esprime e alla sua storia, una meta obbligata per il turismo di montagna. La sua posizione strategica la pone al centro di una moltitudine di sentieri che si dipanano in ogni direzione. Da qui è soprattutto raggiungibile la Val Venegia, il rifugio Mulaz, il Castellazzo e Punta Rolle. Per raggiungere Baita Segantini è possibile lasciare la macchina a Passo Rolle e salire a piedi per la strada sterrata passando per Capanna Cervino, la distanza dal passo è di 3Km ed il dislivello è di 200mt.
Fonte www.sanmartino.com / www.passorolle.net
Fonte www.sanmartino.com / www.passorolle.net
giovedì 31 marzo 2011
Riva del Garda - Strada del Ponale
La strada del Ponale è una vecchia strada che risale la valle del torrente Ponale, collegando il Lago di Ledro con Riva del Garda. Costruita a metà del XIX secolo è stata utilizzata per il traffico fino al 1992. Dal 2004 è divenuta pista ciclabile e sentiero apprezzato da moltissimi escursionisti.
Fonte Wikipedia
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domenica 16 gennaio 2011
Forte Belvedere - Gschwent
Fonte www.fortebelvedere.org
sabato 18 dicembre 2010
Lago Smeraldo
Fonte A.P.T. Valle di Non
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giovedì 16 dicembre 2010
Sass Pordoi 2.950 mt. - Paesaggio lunare
venerdì 10 dicembre 2010
Parco Grotta Cascata Varone
| La cascata del Varone si può osservare da due diverse posizioni e con due diverse scenografie. La prima è in basso ed è la grotta inferiore: di quì si osserva la cascata nella sua fase finale. Il secondo punto di osservazione è a 40 mt. più in alto, ed è la grotta superiore dalla quale si può ammirare la cascata nel pieno della sua caduta. La costruzione che funge da ingresso alla cascata del Varone fu progettata da un architetto molto in voga da queste parti all'inizio del 1900. Era l'architetto Maroni, lo stesso che proprio in quegli anni firmò il progetto del Vittoriale (la villa a Gardone di Gabriele D'Annunzio). Un pizzico di storia aleggia quindi in quei primi dieci scalini che si salgono per portarsi verso la cascata. Una volta sbuca dal retro della costruzione, ci troviamo all'aperto. Siamo in un parco naturale privato, conservatosi intatto negli anni, grazie all'ottimo lavoro di manutenzione e di cura di coloro che hanno gestito la cascata. Un lavoro iniziato circa un secolo e mezzo addietro con la costruzione delle prime infrastutture. Prima di allora (1874) infatti la cascata non era visitabile. Non c'erano i sentieri che oggi permettono di addentrarsi e arrampicarsi lungo la montagna. Fonte Parco Grotta Cascata Varone |
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giovedì 9 dicembre 2010
Lago di Garda da sentiero Busatte - Tempesta
| Sentiero Busatte-Tempesta: Lo splendido sentiero naturalistico a balcone sul lago di Garda è stato inaugurato di recente ed aperto agli escursionisti. Dal Parco delle Busatte che sovrasta l'abitato di Torbole, si arriva in un'ora e mezza circa, attraversando paesaggi mozzafiato, fino a Tempesta, località che ai tempi dell'Impero Austroungarico segnava il confine con l'Italia. Il sentiero è un'ardita realizzazione, con tratti a sbalzo superabili grazie ad una scala di ferro fissata direttamente in roccia ed altri lungo sentieri tracciati grazie al lavoro del corpo dei Vigili del Fuoco; un'escursione che è quindi accessibile a tutti in estrema sicurezza. La spettacolare passeggiata vista lago si snoda per quattro chilometri a mezza costa, supera due costoni, Corno di Bò e Salt de la Cavra, con scalinate di ferro per quasi 400 gradini. Il percorso è caratterizzato da aspetti geologici, floreali e paesaggistici straordinari. Le scalinate metalliche non si prestano ad essere percorse in mountain bike. L'escursione è stata dotata anche di un comodo ritorno verso Torbole grazie agli accordi tra APTV e amministrazione comunale di Nago Torbole. Fonte Comune Nago - Torbole |
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