Nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio Mondiale UNESCO, a Tarzo, sorge un’opera che unisce arte, memoria e identità: il Leone Alato di Marco Martalar, il più grande leone in legno del mondo. Alto oltre sette metri e lungo dieci, domina la riva del Lago di Revine trasformandosi in un simbolo che intreccia natura, storia e visione contemporanea. La scultura è stata voluta e commissionata dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che ha riconosciuto nell’opera un progetto capace di generare valore duraturo: non solo un’attrazione artistica, ma un atto di tutela della memoria, di promozione della sostenibilità e di orgoglio collettivo. Realizzato con oltre tremila pezzi di radici e tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia, insieme a tralci di vite dei vigneti delle colline, il Leone nasce come opera di Land Art, capace di dialogare con l’ambiente circostante e di incarnare i valori di forza, resilienza e rinascita.
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mercoledì 29 luglio 2026
Veneto - Tarzo - Leone Alato di Marco Martalar
venerdì 28 febbraio 2025
Veneto - Ponte di Veja
Il Ponte di Veja è un arco naturale con una arcata di circa quaranta metri, uno spessore minimo di nove metri e una larghezza di venti metri.
Si trova a strapiombo sull'alta Valpantena nel comune di Sant'Anna d'Alfaedo, poco distante dal confine con il comune di Grezzana (VR) e situato al di sotto della contrada Crestena e della frazione Giare.
È ad una altitudine di 602 m s.l.m. sul percorso del sentiero europeo
numero 5. Il ponte è all'incrocio degli impluvi delle vallette di Crestena e Fenile, la continuazione dell'impluvio porta in Valpantena. Il ponte è frutto dell'evoluzione naturale di una grotta. L'ipotesi più plausibile la propone Giuseppe Corrà. In principio vi era un covolo, una caverna carsica.
La struttura della caverna era rappresentata da una sorta di architrave
costituita dall'attuale ponte con al di sotto calcari più erodibili. Il
corso prevalentemente torrentizio delle acque passava sopra il ponte
formando una cascata. Molto lentamente si crearono degli inghiottitoi che portarono il
corso delle acque all'interno della grotta e che scavarono la parte più
debole risparmiando l'arco del ponte, costituito da lastriformi calcari del Rosso ammonitico.
Attualmente il torrente scorre al di sotto, tra grandi massi di crollo,
alimentato anche dalla sorgente della Grotta dell'Acqua.
Fonte Wikipedia
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mercoledì 22 aprile 2015
Lago di Misurina
Il lago di Misurina è il lago naturale più grande del Cadore e si trova a 1 754 m s.l.m. a Misurina, frazione di Auronzo di Cadore (Belluno). Il perimetro è di 2,6 km mentre la profondità è di 5 metri. Le particolari caratteristiche climatiche dell'area intorno lago
rendono l'aria particolarmente adatta a chi soffre di patologie
respiratorie. Infatti, nei pressi del lago si trova l'unico centro in Italia per la cura dell'asma infantile. A est del lago si trovano degli impianti di risalita, e la catena dei Cadini di Misurina (Dolomiti di Sesto), attraversata dal sentiero attrezzato Alberto Bonacossa. A nord del lago, prendendo la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo, si trova il Lago d'Antorno. A sud invece si trova il Gruppo del Sorapiss (Dolomiti Ampezzane).
Fonte Wikipedia
giovedì 27 febbraio 2014
Asolo - Villa Barbini Rinaldi
È una delle più significative ville della provincia, situata al centro
di una vasta tenuta, divisa tra il colle e il piano. Si tratta di uno
dei rari esempi di villa barocca della Marca Trevigiana, molto imponente
nelle dimensioni, con una grande scalinata d’accesso, e molto sfarzosa
nello stile. Fatta edificare dal nobile Francesco Rinaldi con l’intento di competere
con le più sontuose ville del patriziato veneziano, l’edificio è
decorato da affreschi attribuiti a vari pittori seicenteschi tra cui
Andrea Celesti. Le opere sono ispirate alla storia sacra e alla
mitologia classica: le più interessanti sono quelle che decorano la
Stanza dell’Olimpo e la Stanza delle Ore.
Fonte www.asolo.it
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mercoledì 8 agosto 2012
Sacrario Militare sul Monte Grappa
Sorge alla sommità del massiccio del Grappa a
quota 1.776. L'intera costruzione si adagia, lineare ed imponente, sul
costone di vetta di cui corregge l'aspro profilo naturale. Fu costruito nel 1935, su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e
dello scultore Giannino Castiglioni. L'architettura, che s'ispira
all'arte fortificatoria militare, esalta il misticismo del luogo con le
sue masse geometriche ascendenti al cielo. Il corpo centrale del monumento, quello dove sono custoditi i Resti
mortali di 12.615 Caduti di cui 10.332 Ignoti, è costituito da cinque
gironi concentrici, degradanti a tronco di cono; ciascun girone è alto
quattro metri e circoscritto da un ripiano circolare largo dieci. Le Spoglie dei 2.283 Caduti identificati sono disposte in ordine
alfabetico e custodite in loculi coperti da lastre di bronzo dove sono
incisi il nome e le decorazioni al valor militare del Caduto. Quelle del 10.332 Ignoti sono raccolte in urne comuni più grandi che
si alternano alle tombe singole. I cinque gironi sono collegati da
un'ampia gradinata centrale a cinque rampe che dalla base del monumento
porta alla sommità dove sorge il sacello, Santuario della Madonnina del
Grappa. Dal piazzale del tempietto si snoda, come un bianco tappeto in
pietra squadrata del Grappa, la Via Eroica che corre per 250 metri circa
fino al Portale Roma tra due file di cippi in pietra nei quali sono
scolpiti, i nomi delle località legate ai più famosi fatti d'arme delle
battaglie del Grappa. Tra il 4° e il 5° girone, in posizione centrale, alla sommità della
monumentale scalea che adduce al vertice del monumento, è la tomba del
Maresciallo d'Italia Gaetano Giardino, che prima di morire (nel 1935)
aveva espresso il desiderio di essere sepolto lassù tra i suoi soldati,
della 4 Armata, passata alla storia col nome di "ARMATA DEL GRAPPA".
Fonte www.montegrappa.org
lunedì 23 luglio 2012
Campanile della Chiesa di S. Maria in Colle
Di
indubbio interesse a Montebelluna è la Chiesa di Santa Maria in
Colle. La struttura è sita su di un colle, in posizione dominante
rispetto alla campagna circostante. Consacrata nel 1610, la Chiesa
custodisce importanti opere, soprattutto marmi e pitture. Da
vedere sono la Natività di Maria Vergine, la Pala di San Pietro e
Paolo, e la Nascita di Gesù. L’organo presente nella chiesa è
doppio, cioè composto da due tastiere; purtroppo alcuni saccheggi
hanno distrutto l’organo, ripristinato nel secolo scorso. Il
campanile, a forma di torre senza merli, è stato costruito di
recente: quelli precedenti sono stati distrutti con dei fulmini.
Fonte www.geoplan.it
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domenica 17 aprile 2011
Treviso - Canale dei Buranelli
Il canale dei Buranelli è una delle più pittoresche diramazioni del Botteniga che caratterizzano il centro storico. Il toponimo si riferisce ad uno dei ponti che attraversa il corso d'acqua, detto appunto ponte dei Buranelli, nei pressi del quale si trova tuttora un edificio cinquecentesco un tempo dimora e magazzino di commercianti provenienti dall'isola lagunare di Burano. A fianco un antico percorso in acciottolato.
E' senz'altro uno dei posti più pittoreschi di Treviso.
Fonte www.fotoeweb.it
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