Siti

martedì 9 giugno 2026

Norvegia - Gudvangen e Nærøyfjord

 

Il Nærøyfjord, lungo 17 km e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si trova a ovest di Flåm. Lungo il fiordo dalle acque blu intenso (largo soltanto 250 m nel suo punto più stretto), ci sono scogliere a picco alte 1200 m, fattorie isolate e cascate che precipitano dall’alto. Si può visitare facilmente con un’escursione in giornata da Flåm. La cascata Kjelsfossenprecipita dalla parete sud della Nærøydalen, sopra il villaggio di Gudvangen. Da notare anche il sistema per la protezione dalle valanghe sopra Gudvangen. Qui le valanghe più rovinose possono raggiungere una forza di 12 tonnellate per metro quadrato, muoversi a una velocità di 50 m al secondo e, stando a quanto racconta la leggenda locale, trascinare un gregge di capre dall’altra parte del fiordo! Il viaggio in barca è meraviglioso, ma Gudvangen in sé, che per certi versi sembra una sorta di Flåm in miniatura (solo più angusta), non è molto invitante. I battelli esalano fumi di gasolio, i pullman formano code e ingorghi, il caffè-ristorante gioca la carta dei vichinghi, per quel che vale. Ci sono un paio di campeggi lungo la strada, a 1,3 km dall’imbarco dei traghetti. Sono ben attrezzati e situati in una bella posizione ai piedi di pareti a picco - ma se dormite in tenda, dovrete fare i conti con il rumore dei veicoli che percorrono la trafficata E6!

Fonte www.lonelyplanetitalia.it

lunedì 11 maggio 2026

Germania - Triberg

Triberg, nascosta nel cuore della romantica e misteriosa Foresta Nera, è una perla di autenticità e bellezza. Con le sue cascate spettacolari, i negozi di orologi a cucù, le torte squisite e i paesaggi mozzafiato, Triberg offre un'esperienza di viaggio ricca di scoperte e di atmosfere suggestive. E' una meta affascinante in ogni periodo dell'anno. La primavera (aprile-giugno) e l'autunno (settembre-ottobre) offrono panorami colorati e temperature piacevoli. L'estate è ideale per le escursioni nelle Foreste Nere. L'inverno, con la neve che ricopre il paesaggio, trasforma Triberg in un vero e proprio paradiso invernale, con la possibilità di praticare sport come lo sci di fondo.
 



domenica 26 aprile 2026

Francia - Alsazia - Colmar

Capoluogo dell’Haut-Rhin, in una bella posizione tra il Reno e i Vosgi, Colmar è situata nel cuore di una zona vinicola molto rinomata e certamente deve al vino parte della sua fortuna. È la tipica località alsaziana, con edifici medievali e rinascimentali, case in pietra e legno dai balconi fioriti che si affacciano su strade acciottolate. Se a ciò si aggiunge il corso tranquillo della Lauch che si insinua negli angoli più romantici della cittadina e la sua doppia anima francese e tedesca (che si percepisce nelle insegne dei locali, nei cognomi e nell’architettura), si comprende bene lo charme di Colmar, che aumenta sotto le feste natalizie, quando si trasforma in una sorta di città delle fiabe. Colmar diede i natali allo scultore Frédéric-Auguste Bartholdi (1834-1904), autore della Statua della Libertà.

Fonte www.touringclub.it

L’incantevole cittadina di Colmar sembra essere uscita da un libro delle favole. E’ senza dubbio una delle più romantiche e meravigliose città d’Europa: vanta infatti un esteso centro storico medievale perfettamente conservato. Con le sue stradine acciottolate, i canali che attraversano i quartieri antichi, le case a graticcio, colorate e caratteristiche, le piazzette nascoste, Colmar regala ai suoi visitatori un numero incredibile di scorci pittoreschi, tutti da fotografare. Questa piccola città-gioiello, ai piedi del massiccio montuoso dei Vosgi, è anche conosciuta come la Petite Venice, ovvero Piccola Venezia: il fiume Lauch e i suoi numerosi canali rendono Colmar davvero magica e suggestiva. Sui canali e sulle piccole vie pedonali si affacciano case a graticcio tutte diverse tra loro: ognuna è caratterizzata da forme, decorazioni e abbinamenti cromatici assolutamente unici. Vi sembrerà di fare un salto indietro nel tempo, ammirando gli antichi edifici medievali rimasti intatti nei secoli. Curiosate fra le incantevoli botteghe artigianali, assaggiate le prelibatezze gastronomiche nelle patisserie che vendono dolci e biscotti tradizionali oppure rintanatevi nelle tipiche winstub e bierstub, osterie dall’atmosfera molto accogliente, dove degustare le birre locali e vini pregiati dell’Alsazia. Come la vicina Strasburgo, anche Colmar vive una doppia personalità, metà francese e metà tedesca: questa dualità si riconosce facilmente dalle diverse tradizioni, lingue e specialità gastronomiche che si intrecciano nella cultura alsaziana. Colmar è meravigliosa soprattutto in primavera-estate, quando i suoi balconi fioriti decorano ogni casa colorata del centro. Ma la cittadina alsaziana regala tutto il suo splendore nel periodo natalizio: tutta la città viene decorata a festa e ogni angolo sprigiona una magia e un’atmosfera assolutamente incantevole, grazie anche ai suoi caratteristici Mercatini di Natale. - https://www.franciaturismo.net/alsazia/colmar/
L’incantevole cittadina di Colmar sembra essere uscita da un libro delle favole. E’ senza dubbio una delle più romantiche e meravigliose città d’Europa: vanta infatti un esteso centro storico medievale perfettamente conservato. Con le sue stradine acciottolate, i canali che attraversano i quartieri antichi, le case a graticcio, colorate e caratteristiche, le piazzette nascoste, Colmar regala ai suoi visitatori un numero incredibile di scorci pittoreschi, tutti da fotografare. Questa piccola città-gioiello, ai piedi del massiccio montuoso dei Vosgi, è anche conosciuta come la Petite Venice, ovvero Piccola Venezia: il fiume Lauch e i suoi numerosi canali rendono Colmar davvero magica e suggestiva. Sui canali e sulle piccole vie pedonali si affacciano case a graticcio tutte diverse tra loro: ognuna è caratterizzata da forme, decorazioni e abbinamenti cromatici assolutamente unici. Vi sembrerà di fare un salto indietro nel tempo, ammirando gli antichi edifici medievali rimasti intatti nei secoli. Curiosate fra le incantevoli botteghe artigianali, assaggiate le prelibatezze gastronomiche nelle patisserie che vendono dolci e biscotti tradizionali oppure rintanatevi nelle tipiche winstub e bierstub, osterie dall’atmosfera molto accogliente, dove degustare le birre locali e vini pregiati dell’Alsazia. Come la vicina Strasburgo, anche Colmar vive una doppia personalità, metà francese e metà tedesca: questa dualità si riconosce facilmente dalle diverse tradizioni, lingue e specialità gastronomiche che si intrecciano nella cultura alsaziana. Colmar è meravigliosa soprattutto in primavera-estate, quando i suoi balconi fioriti decorano ogni casa colorata del centro. Ma la cittadina alsaziana regala tutto il suo splendore nel periodo natalizio: tutta la città viene decorata a festa e ogni angolo sprigiona una magia e un’atmosfera assolutamente incantevole, grazie anche ai suoi caratteristici Mercatini di Natale. - https://www.franciaturismo.net/alsazia/colmar/
L’incantevole cittadina di Colmar sembra essere uscita da un libro delle favole. E’ senza dubbio una delle più romantiche e meravigliose città d’Europa: vanta infatti un esteso centro storico medievale perfettamente conservato. Con le sue stradine acciottolate, i canali che attraversano i quartieri antichi, le case a graticcio, colorate e caratteristiche, le piazzette nascoste, Colmar regala ai suoi visitatori un numero incredibile di scorci pittoreschi, tutti da fotografare. Questa piccola città-gioiello, ai piedi del massiccio montuoso dei Vosgi, è anche conosciuta come la Petite Venice, ovvero Piccola Venezia: il fiume Lauch e i suoi numerosi canali rendono Colmar davvero magica e suggestiva. Sui canali e sulle piccole vie pedonali si affacciano case a graticcio tutte diverse tra loro: ognuna è caratterizzata da forme, decorazioni e abbinamenti cromatici assolutamente unici. Vi sembrerà di fare un salto indietro nel tempo, ammirando gli antichi edifici medievali rimasti intatti nei secoli. Curiosate fra le incantevoli botteghe artigianali, assaggiate le prelibatezze gastronomiche nelle patisserie che vendono dolci e biscotti tradizionali oppure rintanatevi nelle tipiche winstub e bierstub, osterie dall’atmosfera molto accogliente, dove degustare le birre locali e vini pregiati dell’Alsazia. Come la vicina Strasburgo, anche Colmar vive una doppia personalità, metà francese e metà tedesca: questa dualità si riconosce facilmente dalle diverse tradizioni, lingue e specialità gastronomiche che si intrecciano nella cultura alsaziana. Colmar è meravigliosa soprattutto in primavera-estate, quando i suoi balconi fioriti decorano ogni casa colorata del centro. Ma la cittadina alsaziana regala tutto il suo splendore nel periodo natalizio: tutta la città viene decorata a festa e ogni angolo sprigiona una magia e un’atmosfera assolutamente incantevole, grazie anche ai suoi caratteristici Mercatini di Natale. - https://www.franciaturismo.net/alsazia/colmar/
L’incantevole cittadina di Colmar sembra essere uscita da un libro delle favole. E’ senza dubbio una delle più romantiche e meravigliose città d’Europa: vanta infatti un esteso centro storico medievale perfettamente conservato. Con le sue stradine acciottolate, i canali che attraversano i quartieri antichi, le case a graticcio, colorate e caratteristiche, le piazzette nascoste, Colmar regala ai suoi visitatori un numero incredibile di scorci pittoreschi, tutti da fotografare. Questa piccola città-gioiello, ai piedi del massiccio montuoso dei Vosgi, è anche conosciuta come la Petite Venice, ovvero Piccola Venezia: il fiume Lauch e i suoi numerosi canali rendono Colmar davvero magica e suggestiva. Sui canali e sulle piccole vie pedonali si affacciano case a graticcio tutte diverse tra loro: ognuna è caratterizzata da forme, decorazioni e abbinamenti cromatici assolutamente unici. Vi sembrerà di fare un salto indietro nel tempo, ammirando gli antichi edifici medievali rimasti intatti nei secoli. Curiosate fra le incantevoli botteghe artigianali, assaggiate le prelibatezze gastronomiche nelle patisserie che vendono dolci e biscotti tradizionali oppure rintanatevi nelle tipiche winstub e bierstub, osterie dall’atmosfera molto accogliente, dove degustare le birre locali e vini pregiati dell’Alsazia. Come la vicina Strasburgo, anche Colmar vive una doppia personalità, metà francese e metà tedesca: questa dualità si riconosce facilmente dalle diverse tradizioni, lingue e specialità gastronomiche che si intrecciano nella cultura alsaziana. Colmar è meravigliosa soprattutto in primavera-estate, quando i suoi balconi fioriti decorano ogni casa colorata del centro. Ma la cittadina alsaziana regala tutto il suo splendore nel periodo natalizio: tutta la città viene decorata a festa e ogni angolo sprigiona una magia e un’atmosfera assolutamente incantevole, grazie anche ai suoi caratteristici Mercatini di Natale. - https://www.franciaturismo.net/alsazia/colmar/

lunedì 16 marzo 2026

Padova - Prato della Valle

Prato della Valle, uno dei simboli di Padova, è un grande spazio monumentale caratterizzato da un’isola verde centrale, chiamata Isola Memmia, in onore del podestà che commissionò i lavori, circondata da un canale ornato da un doppio basamento di statue numerate di celebri personaggi del passato. Fin dall’antichità questo spazio aperto ebbe funzioni economiche e ricreative. In epoca romana fu sede di un vasto teatro, lo Zairo, delle cui fondamenta sono state rinvenute le tracce nel canale che circonda l’Isola Memmia, e di un circo per le corse dei cavalli. Nel Medioevo si tenevano fiere, giostre, feste pubbliche e gare; era luogo delle grandi assemblee “di tutti gli uomini liberi del Padovano” e già nel 1077 era luogo da “mercato”. Di proprietà dell’Abbazia di Santa Giustina fino al 1767, quando viene dichiarato spazio comunale dal Senato Veneto che, con Andrea Memmo Provveditore della Serenissima, attuerà una radicale opera di bonifica. L’intento era quello di creare un nuovo centro commerciale cittadino, uno spazio adatto per fiere e manifestazioni. Nell’Isola Memmia furono quindi allestiti padiglioni per dar vita ad un mercato, ma in seguito furono piantati degli alberi dando alla piazza un gusto tipicamente inglese, e allo stesso tempo, grazie agli edifici che la circondano, l’hanno resa unica, originale e indimenticabile. La sistemazione trae ispirazione dalla grande tradizione veneta del giardino patrizio, qui per la prima volta distolto dall’uso privato e proposto, secondo i concetti neoclassici, come soluzione urbanistica e qualificazione ambientale.

Fonte www.turismopadova.it

sabato 7 febbraio 2026

Giordania - Jerash

L’antica città di Gerasa, definita anche “la Pompei d’Oriente”, è situata sulle colline del Gilead, a circa 50km da Amman. La città fu fondata nel 170 a.C. e quando cadde sotto il dominio romano, per volere di Pompeo, entrò a far parte della “Decapoli”, un insieme di fiorenti città situate tra la Transgiordania settentrionale e la Siria meridionale. A tutte queste città fu garantita quasi una totale autonomia, che coincise con un periodo di crescita e stabilità. Quando nel 106 l’imperatore Traiano riorganizzò il territorio e scelse Bosra come capoluogo della nuova provincia di Arabia, Gerasa si ritrovò nel bel mezzo delle più importanti rotte commerciali dei nabatei. Tra il 129 e il 130 Gerasa divenne il cuore pulsante dell’impero romano, poichè l’imperatore Adriano la scelse come località per la sua residenza estiva. La città e le strade furono ampliate e allargate, i templi e gli edifici pubblici ristrutturati ed impreziositi. E’ qui che prende il via l’epoca d’oro di Gerasa, che all’inizio del III secolo conterà ben 25.000 abitanti. La situazione cambiò radicalmente a partire dal 324: il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell’Impero d’Oriente, alcuni degli antichi edifici originali della città lasciarono spazio alla costruzione di numerose chiese e la desolazione e l’incuria regnavano sovrane. Dalla fine del VII secolo la città rimase abbandonata, finché all’inizio del XIX secolo alcuni esploratori europei – tra cui l’esploratore svizzero Burckhardt, accompagnati da beduini locali, visitarono le rovine di Gerasa ed iniziarono a diffondere la notizia della sua riscoperta.

Fonte https://viaggiingiordania.it

mercoledì 14 gennaio 2026

Tanzania - Selous Game Reserve - Grande Famiglia

 

Il Selous Game Reserve è la riserva naturale più grande di tutta l'Africa. Questa riserva è stata istituita nel 1922 e nel 1982 è stata dichiarata patrimonio mondiale dell'UNESCO grazie alla sua ricca diversità di fauna selvatica e natura ininterrotta. L'autorità del parco nazionale della Tanzania (TANAPA) nel 2019 ha trasformato la parte settentrionale di questa riserva nel Nyerere National Park per onorare il presidente Julius Nyerere, il primo presidente della Tanzania, e proteggere al meglio questo prezioso ecosistema. Il nome della riserva è quello del capitano dell'esercito inflese Frederick Courteney Selous, che morì all'interno del parco nel 1917 durante uno scontro a fuoco contro i tedeschi. Nel 1905 il Selous fu dichiarato una riserva di caccia ed oggi è una delle attrazioni turistiche più famose in Africa, copre una superficie totale di 54600 km² (è più grande della Svizzera!!). All'interno del Selous possiamo avvistare i licaoni con una certa facilità, oltre ai grossi mammiferi e predatori africani come leoni, ippopotami, elefanti e coccodrilli. Imperdibile durante la visita del parco è il safari in barca al tramonto sul fiume Rufiji che sfocia nell'Oceano Indiano davanti all'isola di Mafia creando un eco-sistema ideale per i pesci ed il parco Marino di Mafia. La gola di Stiegler è un canyon di 100 metri di profondità e 100 metri di larghezza, in questa zona ci sono molti campi tendati e lodge di ottimo livello. Nella riserva Selous è possibile il safari a piedi con guide profesionali e ranger del parco, non consentito nella maggior parte degli altri parchi nazionali africani. Possiamo organizzare un safari Fly-In oppure via terra da Dar Es Salaam eventualmente combinato con altri parchi come Mikumi, Udzungwa ed il più lontano Ruaha. Difficilmente incontreremo un altro veicolo durante i game drive. Da non perdere il safari in barca sul fiume Rufiji. Dal Selous Game Reserve potremo volare direttamente a Zanzibar o sulle isole di Mafia o Pemba per non perdere nemmeno un minuto della nostra vacanza.

Fonte www.savannahexplorers.com

mercoledì 29 ottobre 2025

Egitto - Assuan - Il Nilo

Il fiume Nilo è un fiume nordafricano lungo 6.650 km e rappresenta il fiume più antico in tutto il mondo visto che ha circa 31 milioni di anni, quindi è un fiume che ha una grande civiltà e storia profonda da notare dall'epoca dei faraoni egizi fino al tempo attuale. Il fiume Nilo scorre per 6,670 KM dal cuore dell’Africa al Mediterraneo in Egitto. Questo fiume è il secondo corso d'acqua più lungo del mondo dopo il Rio delle Amazzoni che ha una lunghezza di 6,992 km. Si considera che il Nilo sorga dal lago Vittoria in Uganda, anche se il lago stesso è alimentato da alcuni immissari, di cui il principale è il Kagera. Il fiume Nilo in Egitto prosegue in direzione nord attraversando una vasta zona desertica fino a raggiungere il lago Nasser, un bacino artificiale formato dallo sbarramento della diga di Assuan. Il fiume del nilo comprende 7 paesi : Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sud Sudan, Sudan, Egitto. Il nilo svolge una fondamentale funzione economica, consentendo di rendere fertili le terre aride e desertiche. Ogni anno a luglio il fiume inonda oltrepassava il letto e travolgeva i territori limitrofi; le acque si ritiravano in novembre, rientrando nell’alveo, e lasciavano sui campi uno strato di fango di colore scuro ed estremamente fertile (limo). Lungo la valle del Nilo i contadini hanno sfruttato abilmente l'inondazione del Nilo, organizzando opere di bonifica a danno di paludi e acquitrini.  Il fiume Nilo era strettamente legato allo sviluppo dell'antica civiltà egiziana, con la maggior parte della popolazione e delle città situate nella valle a nord di Assuan, il punto dell'inizio del fiume Nilo in Egitto. Il fiume Nilo in Egitto è stato vitale per la cultura egiziana sin dall'età della pietra, Il cambiamento climatico e il progressivo inaridirsi dei pascoli e di quelle terre d'Egitto che hanno dato vita al Sahara già nell'8000 a.C, presumibilmente hanno spinto gli abitanti a spostarsi verso il Nilo , dove poi hanno sviluppato un'agricoltura sedentaria basata sulla fertilizzazione del territorio ed è diventata una società più centralizzata grazie al limo.

Fonte www.viaggioinegitto.com

lunedì 29 settembre 2025

Forte di Pozzacchio

Forte Pozzacchio è l’ultima delle fortezze austro-ungariche realizzate tra Ottocento e inizio Novecento sul confine del Trentino con il Regno d’Italia. Interamente scavata nella roccia, rappresentava la più moderna macchina da guerra della monarchia danubiana. I lavori di costruzione del forte iniziarono nel 1913 e proseguirono fino allo scoppio della guerra con l’Italia, ma l’opera non fu mai completata. Abbandonato dall’esercito austro-ungarico, il 3 giugno 1915 venne occupato dai soldati italiani. Con l’offensiva del maggio 1916 il forte ritornò in mano austriaca e vi rimase fino alla conclusione del conflitto. Già fortemente danneggiato dai bombardamenti, nel dopoguerra venne completamente spogliato delle parti metalliche. Il recente restauro, promosso dalla Provincia autonoma di Trento su progetto degli architetti Francesco Collotti e Giacomo Pirazzoli, ha reso nuovamente visitabile la struttura.

Fonte  www.fortepozzacchio.it

martedì 16 settembre 2025

Stati Uniti - California - Parco Nazionale Yosemite

Lo Yosemite Park è il luogo giusto per gli amanti della natura incontaminata. L’area sorge tra le maestose montagne che costituiscono la Sierra Nevada in California e si può definire un vero paradiso terreste. La biodiversità che ospita è molto ricca: al suo interno potrai incontrare varie specie animali, come orsi bruni, alci, marmotte, lupi, volpi e aquile. Ma anche la flora ti sorprenderà, soprattutto le enormi sequoie secolari, caratteristiche del nord della California. Durante il tuo tour dello Yosemite Park avrai la possibilità di vedere svariati luoghi di interesse ed entrare in contatto con una terra che per secoli è stata definita sacra dalla tribù indiana che l’abitava, gli Ahwahneechee.

Fonte  www.turisanda.it

giovedì 21 agosto 2025

Danimarca - Copenaghen - La Sirenetta

La Statua della Sirenetta, in danese Den lille Havfrue, è una statua in bronzo opera di Edvard Eriksen, raffigurante appunto una sirena. La scultura si trova posizionata su una roccia sul lungofiume di Langelinie, all’ingresso del porto di Copenhagen. Si tratta di una statua alta 1 metro e 25 cm, ed avente un peso di 175 kg. La statua è ispirata alla protagonista dell’omonima fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen. Con lo sguardo volto verso il mare, la Sirenetta scruta l’orizzonte, in attesa dell’arrivo speranzoso del suo principe azzurro. La Sirenetta è oggi l’icona di Copenaghen, ed è una delle mete turistiche più amate dei turisti in visita alla capitale danese. La statua fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg, che era rimasto affascinato da un balletto al teatro reale di Copenhagen, che rappresentava in scena proprio la fiaba della Sirenetta. Jacobsen chiese proprio alla prima ballerina, Ellen Price, di posare come modella ed essergli fonte di ispirazione per la realizzazione della scultura. L’opera fu quindi affidata a Eriksen e venne inaugurata il 23 agosto del 1913. Per il volto si ispirò proprio all’étoile del teatro di Copenhagen, mentre il corpo, dato che Ellen Price si rifiutò di posare nuda, fu modellato sul corpo della moglie dello scultore stesso.

Fonte www.copenaghen.net

La Statua della Sirenetta, in danese Den lille Havfrue, è una statua in bronzo opera di Edvard Eriksen, raffigurante appunto una sirena. La scultura si trova posizionata su una roccia sul lungofiume di Langelinie, all’ingresso del porto di Copenhagen. Si tratta di una statua alta 1 metro e 25 cm, ed avente un peso di 175 kg. La statua è ispirata alla protagonista dell’omonima fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen. Con lo sguardo volto verso il mare, la Sirenetta scruta l’orizzonte, in attesa dell’arrivo speranzoso del suo principe azzurro. La Sirenetta è oggi l’icona di Copenaghen, ed è una delle mete turistiche più amate dei turisti in visita alla capitale danese. La statua fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg, che era rimasto affascinato da un balletto al teatro reale di Copenhagen, che rappresentava in scena proprio la fiaba della Sirenetta. Jacobsen chiese proprio alla prima ballerina, Ellen Price, di posare come modella ed essergli fonte di ispirazione per la realizzazione della scultura. L’opera fu quindi affidata a Eriksen e venne inaugurata il 23 agosto del 1913. Per il volto si ispirò proprio all’étoile del teatro di Copenhagen, mentre il corpo, dato che Ellen Price si rifiutò di posare nuda, fu modellato sul corpo della moglie dello scultore stesso. - https://www.copenaghen.net/cosa-vedere-copenaghen/sirenetta/
La Statua della Sirenetta, in danese Den lille Havfrue, è una statua in bronzo opera di Edvard Eriksen, raffigurante appunto una sirena. La scultura si trova posizionata su una roccia sul lungofiume di Langelinie, all’ingresso del porto di Copenhagen. Si tratta di una statua alta 1 metro e 25 cm, ed avente un peso di 175 kg. La statua è ispirata alla protagonista dell’omonima fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen. Con lo sguardo volto verso il mare, la Sirenetta scruta l’orizzonte, in attesa dell’arrivo speranzoso del suo principe azzurro. La Sirenetta è oggi l’icona di Copenaghen, ed è una delle mete turistiche più amate dei turisti in visita alla capitale danese. La statua fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg, che era rimasto affascinato da un balletto al teatro reale di Copenhagen, che rappresentava in scena proprio la fiaba della Sirenetta. Jacobsen chiese proprio alla prima ballerina, Ellen Price, di posare come modella ed essergli fonte di ispirazione per la realizzazione della scultura. L’opera fu quindi affidata a Eriksen e venne inaugurata il 23 agosto del 1913. Per il volto si ispirò proprio all’étoile del teatro di Copenhagen, mentre il corpo, dato che Ellen Price si rifiutò di posare nuda, fu modellato sul corpo della moglie dello scultore stesso. - https://www.copenaghen.net/cosa-vedere-copenaghen/sirenetta/
La Statua della Sirenetta, in danese Den lille Havfrue, è una statua in bronzo opera di Edvard Eriksen, raffigurante appunto una sirena. La scultura si trova posizionata su una roccia sul lungofiume di Langelinie, all’ingresso del porto di Copenhagen. Si tratta di una statua alta 1 metro e 25 cm, ed avente un peso di 175 kg. La statua è ispirata alla protagonista dell’omonima fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen. Con lo sguardo volto verso il mare, la Sirenetta scruta l’orizzonte, in attesa dell’arrivo speranzoso del suo principe azzurro. La Sirenetta è oggi l’icona di Copenaghen, ed è una delle mete turistiche più amate dei turisti in visita alla capitale danese. La statua fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg, che era rimasto affascinato da un balletto al teatro reale di Copenhagen, che rappresentava in scena proprio la fiaba della Sirenetta. Jacobsen chiese proprio alla prima ballerina, Ellen Price, di posare come modella ed essergli fonte di ispirazione per la realizzazione della scultura. L’opera fu quindi affidata a Eriksen e venne inaugurata il 23 agosto del 1913. Per il volto si ispirò proprio all’étoile del teatro di Copenhagen, mentre il corpo, dato che Ellen Price si rifiutò di posare nuda, fu modellato sul corpo della moglie dello scultore stesso. - https://www.copenaghen.net/cosa-vedere-copenaghen/sirenetta/
La Statua della Sirenetta, in danese Den lille Havfrue, è una statua in bronzo opera di Edvard Eriksen, raffigurante appunto una sirena. La scultura si trova posizionata su una roccia sul lungofiume di Langelinie, all’ingresso del porto di Copenhagen. Si tratta di una statua alta 1 metro e 25 cm, ed avente un peso di 175 kg. La statua è ispirata alla protagonista dell’omonima fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen. Con lo sguardo volto verso il mare, la Sirenetta scruta l’orizzonte, in attesa dell’arrivo speranzoso del suo principe azzurro. La Sirenetta è oggi l’icona di Copenaghen, ed è una delle mete turistiche più amate dei turisti in visita alla capitale danese. La statua fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg, che era rimasto affascinato da un balletto al teatro reale di Copenhagen, che rappresentava in scena proprio la fiaba della Sirenetta. Jacobsen chiese proprio alla prima ballerina, Ellen Price, di posare come modella ed essergli fonte di ispirazione per la realizzazione della scultura. L’opera fu quindi affidata a Eriksen e venne inaugurata il 23 agosto del 1913. Per il volto si ispirò proprio all’étoile del teatro di Copenhagen, mentre il corpo, dato che Ellen Price si rifiutò di posare nuda, fu modellato sul corpo della moglie dello scultore stesso. - https://www.copenaghen.net/cosa-vedere-copenaghen/sirenetta/

venerdì 18 luglio 2025

Giordania - Wadi Rum

Il deserto del Wadi Rum, che in arabo significa “Valle della Luna”, è uno degli ambienti più spettacolari e mozzafiato di tutto il Medio Oriente e perfino il grande Lawrence d’Arabia definì quest’area come “un’ampia, risonante d’echi lontani e divina”. L’area di Wadi Rum conserva tutt’ora numerose tracce lasciate dalle civiltà che l’hanno abitata: incisioni rupestri, iscrizioni thamudene ed anche un semidiroccato tempio nabateo. Sembra quasi che la natura si sia divertita a creare monumenti di roccia e a scavare profonde gole fra la sabbia; è la terra d’origine dei beduini, popolazione dalle antiche origini che, oggi, si sono adattati ai ritmi ed alle abitudini moderne ed accolgono i turisti per trasmettere loro tutta la magia del “deserto rosso”, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 2011.

martedì 20 maggio 2025

Polonia - Chochołów

 

Nel cuore della pittoresca regione di Podhale, nascosto tra maestosi paesaggi montani, si trova un incantevole villaggio dal carattere straordinario: Chochołów. Questa cittadina, pur essendo di dimensioni modeste, si distingue per la sua straordinaria ricchezza: edifici storici in stile montano, che attirano l'attenzione dei turisti non solo dalla Polonia, ma da tutto il mondo. Passeggiando per le sue strette vie, veniamo trasportati indietro nel tempo, in un'epoca in cui la vita scorreva secondo il ritmo della natura e tradizioni e cultura erano alla base della vita quotidiana. Chochołów non è solo un luogo dal paesaggio pittoresco, ma anche un tesoro di storia e patrimonio degli abitanti delle zone montane.

Fonte www-visitzakopane-pl

martedì 29 aprile 2025

Spagna - Gran Canaria - Dune di Maspalomas

Le Dune di Maspalomas sono un’area naturale unica nelle isole Canarie per la loro bellezza e la varietà degli ecosistemi che le ospita. Protette dal Governo delle Canarie come riserva naturale speciale, i suoi 400 ettari comprendono un’eccellente spiaggia, un campo di dune vive di sabbia organica, un palmeto e una laguna salata. Questo miscuglio di deserto e oasi situato sulla costa della punta meridionale di Gran Canaria è circondato dalle famose strutture alberghiere della grande località turistica di Maspalomas. Per saperne di più su questo paesaggio naturale si dovrebbe visitare il centro informazioni e il belvedere, entrambi situati nel Riu Palace Hotel, nel settore nord-orientale di Maspalomas, conosciuto come Playa del Inglés. Da qui parte il sentiero, la cui ramificazione numero 3 attraversa i diversi tipi di dune della riserva e raggiunge l'ampia e soleggiata spiaggia di Maspalomas. Da lì si può andare a vedere la ricca fauna selvatica di La Charca, il laghetto, godersi la fresca ombra del palmeto e una visita al parco ecologico Tony Gallardo.

Fonte www.ciaoisolecanarie.com

martedì 18 marzo 2025

Norvegia - Fiordo Aurlandfjord - Flåm

Nel cuore del fiordo Aurlandfjord, tra boschi, centinaia di cascate e un fiume lungo una ventina di chilometri, c'è uno dei paesi di montagna più bello del mondo: si chiama Flam ed è un piccolo villaggio norvegese affacciato su un fiordo. A Flåm abitano circa 500 persone. È proprio qui che termina il fiordo Aurlandsfjord, un braccio del Sognefjord. Per godersi il paese che sembra disegnato e la rigogliosa natura dei dintorni sono necessari almeno due giorni. Il modo migliore per raggiungerla? A bordo dello storico treno panoramico, la Flamsbana.

Fonte https://travel.thewom.it

venerdì 28 febbraio 2025

Veneto - Ponte di Veja

Il Ponte di Veja è un arco naturale con una arcata di circa quaranta metri, uno spessore minimo di nove metri e una larghezza di venti metri. Si trova a strapiombo sull'alta Valpantena nel comune di Sant'Anna d'Alfaedo, poco distante dal confine con il comune di Grezzana (VR) e situato al di sotto della contrada Crestena e della frazione Giare. È ad una altitudine di 602 m s.l.m. sul percorso del sentiero europeo numero 5. Il ponte è all'incrocio degli impluvi delle vallette di Crestena e Fenile, la continuazione dell'impluvio porta in Valpantena. Il ponte è frutto dell'evoluzione naturale di una grotta. L'ipotesi più plausibile la propone Giuseppe Corrà. In principio vi era un covolo, una caverna carsica. La struttura della caverna era rappresentata da una sorta di architrave costituita dall'attuale ponte con al di sotto calcari più erodibili. Il corso prevalentemente torrentizio delle acque passava sopra il ponte formando una cascata. Molto lentamente si crearono degli inghiottitoi che portarono il corso delle acque all'interno della grotta e che scavarono la parte più debole risparmiando l'arco del ponte, costituito da lastriformi calcari del Rosso ammonitico. Attualmente il torrente scorre al di sotto, tra grandi massi di crollo, alimentato anche dalla sorgente della Grotta dell'Acqua.

Fonte Wikipedia

sabato 25 gennaio 2025

Turchia - Cappadocia - Göreme - Camini delle Fate

Queste torri rocciose hanno assunto e ancora assumono nel corso degli anni forme diverse più o meno slanciate, ce ne sono alcune molto alte (fino a 45 metri) e prendono il nome da un’antica leggenda popolare secondo cui erano abitate da creature fantastiche, piccole fate, che vivevano nella profondità della terra e di notte accendevano fuochi che il cui fumo usciva dai fori delle rocce. In realtà i Camini delle Fate sono nati dalle colate di lava dei vulcani durante le eruzioni, e sono il risultato del lento ed inesorabile trascorrere del tempo. Le piogge e i venti, oltre l’ingegnosa mano dell’uomo che ne hanno modellato la struttura creandovi cavità, abitazioni e templi dove la popolazione del tempo si rifugiava e viveva. La loro stessa esistenza crea una sequenza infinita di pinnacoli alti oltre 40 metri e una sorta di universo rupestre di un altro mondo.

Fonte https://travel.thewom.it

domenica 22 dicembre 2024

Spagna - Minorca - Binibeca Vell

Uno dei paesini più caratteristici di Minorca è senza dubbio Binibeca Vell. Si tratta di un complesso turistico ricreato a immagine e somiglianza dei piccoli paesini di pescatori del Mediterraneo: case bianche, silenzio, stretti vicoli, piccoli bar e ristoranti fanno di questo posto un luogo ideale per una pausa di svago e riposo. Conosciuto anche come il paese bianco di Minorca, per via del colore caratteristico delle sue case, questo antico villaggio di pescatori è oggi un grazioso borgo che si affaccia su un piccolo porto caratterizzato da viuzze interne e cartelli che invitano a far silenzio. Binibeca vanta anche alcuni dei ristoranti di Minorca più buoni e negozietti che renderanno speciale il tuo momento di svago con meravigliose vedute sul mare. Abitualmente si distinguono due zone: Binibèquer Nou e Binibèquer Vell. In catalano, Vell significa vecchio, mentre Nou significa nuovo. Vecchio e nuovo quindi si incontrano perfettamente in questo piccolo paese bianco di Minorca.

Fonte www.isoladiminorca.com

mercoledì 27 novembre 2024

Marche - Ancona - Fontana del Calamo o delle 13 Cannelle

La fontana del Calamo viene chiamata Fontana delle Tredici Cannelle proprio perché costituita da tredici bocche da cui esce l’acqua. Il toponimo, di derivazione greca (da calamus che sta per “canna”) ci riporta all’ambiente palustre dove era situata nel passato. Non si conosce la data della sua costruzione, ma già nel 1426 fu dotata di serbatoi di raccolta e nel 1438 fu data in uso al Collegio dell’Arte della Lana. È una lunga serie di tredici riquadri separati da volute, incentrati su altrettanti mascheroni da cui esce l’acqua. I mascheroni, di cui 12 bronzei e il centrale in pietra, raffigurano satiri e sileni. Quello centrale è sormontato dal bassorilievo del Cavaliere all’assalto, emblema della città di Ancona. Oltre la fontana monumentale vi è la parte situata più in basso riservata, un tempo, all’abbeveramento degli animali, che conserva un mascherone con sovrastante stemma civico in pietra e poggia su una pavimentazione di basoli, presumibilmente di epoca romana. Oggi la fontana riceve le acque dell’acquedotto cittadino, ma, anticamente, attingeva l’acqua da una grande cisterna posta sotto il muro alle sue spalle; la cisterna riceveva le acque dall’acquedotto proveniente dal Monte Conero. Essa, oggi, è vuota, ma visitabile tramite un passaggio che si apre alla destra della fontana. Fa parte del folclore e della tradizione il rito di bere l’acqua che sgorga dalla Fontana del Calamo come auspicio per poter tornare nella città. La tradizione vuole che “se alla fontana berrai, ad Ancona tornerai…”

Fonte https://anconatourism.it

venerdì 25 ottobre 2024

Polonia - Auschwitz

Nome tedesco della città della Polonia meridionale Oświęcim (40.686 ab. nel 2007). Deve la sua tragica notorietà al campo di concentramento e di eliminazione creato dai Tedeschi durante la Seconda guerra mondiale (dal giugno 1940). Il campo era diviso in tre sezioni su 42 km2 complessivi: due più grandi, cioè Auschwitz I presso il villaggio di Owsianka, che era un campo di smistamento, Auschwitz II presso il villaggio di Brzezinka (in tedesco Birkenau), che era un campo di eliminazione dotato di camere a gas e di forni crematori, e Auschwitz III (a Monowice), dove si trovavano una distilleria di benzina e una fabbrica di gomma sintetica; inoltre era integrato da una quarantina di campi minori, sparsi nei dintorni. In questi campi, e specialmente a Birkenau, furono uccisi (nelle camere a gas, o con iniezioni di fenolo, o per fucilazione, o per impiccagione) o morirono di fame 4 milioni di persone, per la maggior parte Ebrei.

Fonte www.treccani.it

lunedì 30 settembre 2024

Giordania - Petra - Al Deir - Il Monastero

Il sito archeologico di Petra, che si estende per centinaia di chilomentri quadrati tra montagne e wadi, può vantare la presenza di piu’ di 800 monumenti. Tra questi, in una delle alture principali sorge un imponente edificio scavato nella roccia, che appare in buona parte simile all’ingresso della città di Petra, ovvero il Palazzo del Tesoro. Si tratta di “Al Deir”, il Monastero, così battezzato per via del ritrovamento di un consistente numero di croci nei suoi ambienti interni in epoca bizantina. Questo splendido edificio venne costruito dai Nabatei tra il II ed il I secolo a. C. per ospitare le spoglie del re Obodas. Questo monumento, che rappresenta un’allettante sfida per intrepidi scalatori è comunque raggiungibile da qualunque visitatore animato da un po’ di curiosità dopo una energica passeggiata o con l’aiuto del dorso di un mulo offerto dai locali dietro un modesto bakhshish.

Fonte www.italiano.memphistours.com

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